Sanità

Ospedale a Livorno: “Non solo Minzolini, anche l’Unità censura ….”

Ospedale a Livorno: “Non solo Minzolini, anche l’Unità censura ….” bigimage

“Un leone scappa dal Parterre e arriva tra gli stand della Festa dell’Unità dove comincia a divorare gli spettatori” Cominciava così una vecchia barzelletta che ironizzava sull’unilateralità del quotidiano “fondato da Antonio Gramsci” e allora organo del PCI. Gli anni sono passati, il PCI non c’è più ma l’Unità ha mantenuto inalterato il proprio stile. Il 7 luglio scorso nella cronaca toscana dell’Unità sono state pubblicate alcune dichiarazioni del sindaco Cosimi e della direttrice ASL Calamai sul nuovo ospedale in risposta alle quali è stata inviata la lettera che segue. A distanza di quasi un mese la lettera non è stata pubblicata, per cui la pubblichiamo noi.
Chissà quante volte Antonio Gramsci si sarà rivoltato nella tomba.

LETTERA ALL’UNITA’

Le 6150 sottoscrizioni del  referendum contro il nuovo ospedale dell’ASL6 Livorno- Collesalvetti in località Montenero basso, raccolte dalle opposizioni di destra e sinistra anche fra gli elettori della coalizione al governo della città, non sono state un argomento sufficiente per ottenere una rappresentazione più completa dei fatti nel servizio del 7 luglio dell’Unità. L’alternativa a Montenero non è solo quella, come vuol far credere il sindaco, di reperire altrove ed acquistare un’area privata al prezzo di 50 milioni, ma vi è anche l’opzione di utilizzare le ampie aree di proprietà comunale, già segnalate nella nostra nota del 25 maggio, ai bordi dell’ospedale attuale per costruirvi  un monoblocco, destinato alla degenza, aderente agli impianti di pronto soccorso, blocco operatorio, eliporto, farmacia ed altro rinnovati integralmente negli ultimi 15 anni. Alla vanificazione dei lavori costati, in euro, intorno a 140 milioni e in corso di ulteriore espansione dovrà essere aggiunto il danno della demolizione delle due principali RSA per anziani della città ubicate nell’area di sedime dell’erigendo ospedale. E non c’è qui spazio per indugiare sull’alterazione delle prime pendici di Montenero di alta qualità paesaggistica, sulle difficoltà di accesso, sull’alienazione delle strutture sanitarie decentrate per coprire le ingenti spese preventivate e sulla privatizzazione dei servizi ospedalieri attraverso il Project financing, modalità d’intervento che li mercifica a danno delle finalità sociali.

Il direttore generale e il sindaco tentano di dare senso all’operazione, affermando la prima: “la città di Livorno, se non coglie le opportunità che si presentano, rischia di diventare una semplice appendice dell’ospedale di Cisanello” ed il secondo: “negli anni settanta la nostra città ha perso una grande occasione, quella di avere un ospedale regionale”.Ma non sembra verosimile che la costruzione di un nuovo involucro edilizio, nella migliore delle ipotesi agibile non prima di sei /sette anni, possa invertire il ridimensionamento in corso dell’ospedale di Livorno quasi a poliambulatorio con soli 400 posti letto a fronte dei 1200 del nuovo ospedale pisano, mentre si ha motivo di ritenere che i sindaci di Piombino, Cecina e Portoferraio abbiano appreso solo dall’intervista del collega di Livorno che i loro concittadini in futuro sceglieranno di  spedalizzarsi a Livorno invece che a Pisa, non diversamente del sindaco di Collesalvetti nell’ottobre scorso informato dello spostamento dell’ospedale dei suoi concittadini a Montenero attraverso la stampa.

E’ stato troppo chiedere che una scelta di tale rilevanza territoriale e finanziaria, oltre al pronunciamento referendario, sommario per la natura stessa dello strumento, venga convalidata da analisi comparative del massimo rigore e della massima completezza possibile tra la soluzione Montenero e quella dell’ampliamento della sede attuale? Purtroppo, fin qui, i segnali sono negativi per il muro di gomma opposto alla  richiesta di documentazioni sul progetto di ristrutturazione dell’ospedale attuale, redatto dal precedente direttore generale dell’ASL6 appena prima della sostituzione e  convergente con le nostre posizioni.

“La città ha bisogno con urgenza di una struttura ospedaliera nuova”, attribuito dall’Unità al direttore generale, è un mero spot pubblicitario non aderente al principio freudiano di realtà: i bisogni della città sono numerosi e, per la loro soddisfazione, occorre che ciascuna soluzione sia improntata alla sobrietà !!

Ignazio Monterisi   per  Cittadini Ecologisti - Livorno Libera

Livorno, 12.7.2010

Condividi con:
  • Facebook
  • Google
  • BlinkList
  • MySpace
  • Technorati
  • TwitThis
  • Wikio IT
  • YahooMyWeb

Scrivi un commento

 

XHTML: Puoi usare questi tag XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

  • Sezioni

    Tematiche

    Archivi per anno

    Archivi per mese

    Meta

    • Valid XHTML 1.0 Transitional