ADESSO SOLIMANO DIA LE DIMISSIONI DALL’ARCI E SI VADA AVANTI CON LE VERE URGENZE
Abbiamo atteso l’esito finale della lunga “querelle” del “caso Solimano” per non contribuire ad alimentare il vento delle polemiche e delle strumentalizzazioni che hanno caratterizzato l’intera vicenda della nomina del Garante dei detenuti.
A nostro giudizio ne esce male l’intero quadro politico locale. A cominciare dal centro destra che ha mostrato tutta la propria miopia ed incapacità di andare oltre le facili strumentalizzazioni e demagogie (indecorosa caccia all’uomo). Per continuare con il PD che evidentemente ha palesato difficoltà di condivisione e di strategia (si ricordi il voto favorevole mancato alle Circoscrizioni). Ed infine con una tempistica ed una modalità da parte del sindaco difficilmente comprensibili e che potrebbero lasciare spazio a facili dietrologie.
Lo stesso Marco Solimano ci ha lasciato perplessi prima con il suo lungo silenzio e poi con una querela nei confronti del suo detrattore principale. Francamente avremmo preferito un confronto sul piano politico che giudiziario.
Non siamo contrari alla nomina di Solimano: gli va dato atto che in questi anni ha portato avanti nei carceri di Livorno e Gorgona progetti specifici con l’ARCI, associazione che presiede. Quindi non mettiamo in dubbio che il neo garante abbia maturato le necessarie conoscenze ed esperienze.
Ci permettiamo però di sollevare un dubbio relativo ai conflitti di interessi proprio in virtù dei progetti che l’ARCI di Livorno sta promuovendo e consoliderà presumibilmente anche in futuro. E’ opportuno che Solimano mantenga il suo ruolo “attivo” nell’ARCI, addirittuta mantendendone la presidenza? Ricordiamo che il garante è chiamato oltretutto a promuovere, anche coordinandosi con altri soggetti pubblici e con il mondo dell’associazionismo (di cui Solimano fa tuttora parte), iniziative e momenti di sensibilizzazione dei cittadini sul tema dei diritti umani delle persone private della libertà personale.
Regolamento a parte, sarebbe auspicabile che Solimano desse le dimissioni dall’incarico che ha avuto in questi anni, dando un esempio di correttezza e coerenza in un periodo come questo dove gli esempi di palesi conflitti di interessi non mancano dai livelli locali a quelli nazionali. Anzi, le dimissioni avrebbero dovuto essere una “condicio sine qua non” per la nomina stessa.
Auspichiamo pure che, risolto adesso questo nodo cruciale che di fatto ha monopolizzato il dibattito politico, non si perda ulteriormente tempo con urgenze a nostro avviso ben maggiori, a cominciare dalla nomina dell’assessorato alle politiche sociali che ormai da troppo tempo è affidato al sindaco senza una delega ben precisa.
Crediamo che alla maggior parte dei livornesi prema di più sapere che non esistono “buchi” a livello di responsabilità nella gestione di un settore fondamentale come quello del sociale.
Livorno, 9 agosto
Stefano Romboli Cittadini Ecologisti – Alleanza Livorno Libera



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