“Pensiamo in Grande” solo per via Grande?
Non possiamo non apprezzare il fatto che da qualche mese l’amministrazione comunale sembra aver intrapreso una interessante “inversione di marcia” rispetto ad una certa miopia ed ottusità che finora hanno consolidato il modello di mobilità insostenibile legata all’uso del mezzo privato a motore.
La realizzazione della pista ciclabile sul lungo mare (seppur con alcuni evidenti difetti), i divieti di sosta dei motorini e la pedonalizzazione di piazza San Jacopo sembrano da questi punti di vista segnali incoraggianti. Anche se siamo ancora lontani da una visione complessiva ed organica di un Piano della Mobilità Urbana che ancora manca e che ogni volta fa apparire ogni singola scelta come “calata dall’alto” e spesso non prodotta da scelte minimamente partecipate e condivise.
L’apprezzamento e l’orientamento positivo dell’ammistrazione e degli assessori competenti (Bettini in primis) nei confronti della proposta di pedonalizzazione di via Grande e di p.zza Grande conferma questa tendenza.
Dalla lettura del progetto frutto del laboratorio progettuale appare chiara la volontà di rendere la principale arteria del centro città più vivibile puntando diretti verso un “decoro urbano” necessario.
Ma l’impressione è che da un lato si è fatto di tutto per rendere sostenibile questo progetto ma dall’altro si è sostanzialmente cercato di “spostare” il traffico veicolare altrove.
Sia chiaro, i punti positivi non mancano: aumento delle aree pedonali, dei mezzi pubblici e delle piste ciclabili, riapertura della Fortezza Nuova, parcheggi di scambio fuori città ecc.
Ma il progetto appare troppo vincolato ad una volontà di procedere per “step”, per passi successivi e rimandare poi l’obiettivo principale ed auspicabile: la riduzione dell’uso del mezzo privato a motore.
Insomma alla fine si rischierebbe di privilegiare via Grande ma di non porre sostanziale rimedio ai vari problemi collegati all’uso dell’automobile (in primis l’inquinamento atmosferico) che pur non sembrano ulteriormente rimandabili.
Pur tuttavia ci auguriamo che si apra una necessaria discussione su questi temi, magari partendo anche da queste proposte e suggerimenti, ma con la consapevolezza che un tema così importante e determinante non possa essere indirizzato da meno di 20 persone, con tutto il rispetto per chi ha avuto la bontà e la costanza di partecipare.
Livorno, 8 agosto 2010 Stefano Romboli Cittadini Ecologisti Alleanza Livorno Libera



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