Energia

UNA PANORAMICA SULLE ENERGIE RINNOVABILI CHE NON DECOLLANO. LIVORNO ESEMPIO POCO VIRTUOSO

UNA PANORAMICA SULLE ENERGIE RINNOVABILI CHE NON DECOLLANO. LIVORNO ESEMPIO POCO VIRTUOSO bigimage

Il Comune di Castellarano (RE) ha avviato da poco più di due anni un eccellente percorso virtuoso con il progetto “Castellarano solare”, ideato ed elaborato in modo partecipativo all’interno dei gruppi di lavoro del progetto “Castellarano Sostenibile”. L’obiettivo del progetto è quello di promuovere la diffusione di energie alternative attraverso l’installazione di 1000 mq di pannelli solari termici presso imprese, strutture pubbliche e privati cittadini. Con il protocollo d’intesa stipulato dal Comune il costo per i cittadini di Castellarano è di 1.900 euro (per l’installazione di un pannello solare in grado di produrre acqua calda per 4-5 persone), e per chi non ce l’ha li anticipa una banca locale!

Il Comune di Provaglio D’Iseo (BS) nel 2009 con l’attivazione del progetto “Fotovoltaico facile”, ha realizzato la prima esperienza del genere in tutta Italia con l’installazione gratuita di 200 impianti fotovoltaici presso le abitazioni di altrettanti nuclei familiari di Porvaglio, Provezze e Fantecolo.
A rendere possibile l’inziativa, oltre all’amministrazione comunale locale e all’azienda municipalizzata AGS (Azienda Global Services), la parecipazione di una banca locale.

Sono solo due dei sempre più numerosi esempi di “comuni virtuosi” che colgono le necessità di una graduale conversione ecologica della società e le opportunità promosse dalla Legge Finanziaria 2007 che ha disposto incentivi per il risparmio energetico e per la produzione di energia pulita attraverso il conto energia. Il Conto Energia è un meccanismo di incentivazione (quello previsto già dal DM 28 luglio 2005) che eroga del denaro in base all’energia elettrica prodotta da un impianto fotovoltaico. Quindi col conto energia si ricevono contributi in denaro per ogni Kw prodotto.
I soldi per gli incentivi arrivano direttamente dalle tasche dei cittadini: sulla bolletta dell’elettricità è presente una tassa destinata allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Sulle nostre bollette dell’elettricità e del gas infatti troviamo la voce “componente A3”. Ma in realtà non tutti i soldi raggiungono la desinazione prevista, visto che vengono dirottati per finanziare fonti assimilate, cioè altre fonti energetiche non rinnovabili (come carbone e riutilizzo degli scarti di raffineria).

Aggiungiamo che le opportunità previste dai nostri legislatori sono state finora poco sfruttate anche per i fastidi delle procedure burocratiche connesse e, in parte, dai costi di acquisto e di impianto dei pannelli fotovoltaici, per ammortizzare i quali si devono calcolare almeno 10 anni di produzione elettrica domestica.

La finanziaria 2007 prevede contributi economici e fiscali per case e condomini che si dotano di impianto fotovoltaico, mentre per la nuova costruzione l`installazione dell`impianto fotovoltaico è obbligatoria.
Per gli impianti fotovoltaici è necessaria l`autorizzazione dell`assemblea condominiale e dell`ufficio tecnico comunale, in quanto l`installazione di un impianto fotovoltaico è considerato come ogni altro intervento di manutenzione straordinaria.
I moduli fotovoltaici possono essere collocati su qualsiasi pertineza di immobile (tetto, facciata, terrazzo o su un terreno).
Un impianto da 3 KW è in grado di soddisfare i consumi di una famiglia al Nord Italia, mentre al Sud si potrebbero avere addirittura eccedenze.
Un impianto fotovoltaico dura circa 25 anni. Gli impianti fotovoltaici hanno consistenti incentivi statali per una durata di 20 anni. 25/30 metri quadri di pannelli solari sono sufficienti per un appartamento. Il costo si aggira attorno ai 20.000 euro (7 – 8.000 euro al chilowatt).

Va detto subito che una volta raggiunto il proprio fabbisogno l’elettricità può essere venduta dallo stesso privato al Gestore del Servizio (Enel o altri simili).
Facciamo un esempio: un impianto da 3 chilowatt su una casa a Roma (costo 21.000 euro) produce cira 3.6000 chilowatt/anno di elettricità, parte destinato al consumo dell’abitazione, parte “venduto” alla rete elettrica. Fra contributo del conto energia e il risparmio sul costo della bolletta, si stima un ricavo di 2.200 euro all’anno per 20 anni. Il recupero dell’investimento iniziale avverrà in metà del tempo (11 anni circa), poi si guadagna senza fare più nulla sino a quando l’impianto funziona (per altri 9 anni con il contributo in conto energia , poi con il prezzo di mercato dell’elettricità).

Le aziende possono trarre grandi vantaggi economici dall` installazione di un impianto fotovoltaico e dall`incentivo in conto energia. Infatti la bolletta di un`azienda può essere di migliaia di euro. Questo importo può essere risparmiato al 100% da tutte le aziende con un impianto fotovoltaico grazie al contributo in conto energia. L` iva sugli impianti fotovoltaici è deducibile.

La Regione Toscana incentiva gli impianti solari fotovoltaici aventi potenza di picco compresa tra 1 e 20 KW massimi con sovvenzione fino al 20% dei costi ammissibili, con tetto massimo di  contribuzione pari ad Euro 20.000
Per le modalità attuative vedere il decreto della Regione Toscana n.2744 del 12.06.2008 “Bando su programma di incentivazione finanziaria in materia di produzione di energia da fonti rinnovabili nonchè di ecoefficienza energetica di cui alle D.G.R. n. 208/07, n. 147/08 E n. 415/08.”

Per gli impianti fotovoltaici le linee guida, a livello toscano, sono il Pit (il piano di indirizzo territoriale) e il piano energetico. Le regole, dopo la recente modifica (risale a novembre scorso) della legge regionale, dicono che per realizzare impianti sotto i 3 kilowatt non occorrono permessi. Ci vuole invece una Dia (denuncia di inizio attività) per quelli fra 4 e 20 kilowatt (se il Comune non risponde entro venti giorni si possono iniziare i lavori) e un’autorizzazione per quelli fra 21 e 200 kilowatt.

Il Comune di Livorno non si dimostra particolarmente virtuoso in queste pratiche, malgrado una fotografia impietosa che dimostra come vi sia un “polo energivoro” e conseguentemente inquinante (dopo Taranto siamo la città più inquinata d’Italia).
Eppure, come documentato anche dalla puntata di “Presadiretta” andata in onda domenica 7 marzo, l’ attuale tecnologia nel campo delle energie alternative rinnovabili non inquinanti (tecnologia
sviluppata soprattutto in Germania) sarebbe gia’ ora in grado di sostituire validamente gran parte di quella inquinante e non rinnovabile esistente, creando oltre tutto molti più’ posti di lavoro e anche qualificati. In particolare, colpisce la storia delle “torri eoliche” al porto di Amburgo: con una di quelle si crea energia per 3000 famiglie, e l’impatto, considerando che sono a 30 km in acqua, anche dal punto di vista visivo e’ molto relativo. 3000 famiglie, considerando 3 persone di media a famiglia, fanno 9000 persone. A Livorno siamo 150000 persone circa, per cui basterebbero 15 torri, 20 per dare energia anche alle attivita’ produttive che a quel punto cambierebbero molto e comunque potrebbero (coi nuovissimi sistemi di produzione di energia con il sole) fare anche da sole. E sembra che siamo solo all’inizio: in Germania sono gia’ al 20 percento di energia pulita, stanno dismettendo le centrali nucleari (su 19 due le hanno chiuse, altre vecchie ed obsolete sono comunque chiuse per “lavori” e le altre le stanno piano piano dismettendo) e prevedono entro il 2020 di arrivare al 40 % ed infine al 100 %, considerando anche l’innovazione che sta migliorando quasi giorno per giorno le prestazioni degli apparati che producono energia pulita.
Dicevamo di Livorno: il nuovo regolamento edilizio approvato dall’Assemblea comunale nel febbraio 2009 sostanzialmente non sostiene e promuove le energie rinnovabili, sconfessando in gran parte ciò che era previsto dal programma di mandato di Cosimi I nel 2004.
Il nuovo testo stabilisce che si possono installare piccoli generatori eolici sopra i tetti degli edifici con pali che non siano oltre i 3 metri (limite ridicolo visto che per una piccola pala eolica da 1 kw il diametro può arrivare a 2 metri!), proibendone l’insatallazione sugli edifici con immagine storico ambientale e consentendola solo per gli edifici a copertura piana e a destinazione d’uso diversa dalla residenziale.
Anche per le pale eoliche è stato fissato un limite di altezza di 10 metri, in pratica cancellando ogni ambizione, visto che le pale montate finora hanno un’altezza di 20 metri!
Infine la ciliegina sulla torta: il nuovo regolamento edilizio prevede che la realizzazione di pannelli fotovoltaici in aree libere e di parchi eolici e/o di pale eoliche in edifici o aree diverse da quelle indicate saranno oggetto di apposito piano di settore. E visti i consueti tempi che accompagnano le realizzazioni della nostra amministrazione non c’è da essere molto ottimisti (un caso per tutti il piano per la riqualificazione delle aree a orti urbani – previsto dal piano urbanistico - che doveva prevedere la possibilità di realizzare dei ricoveri per gli attrezzi: dal 1998 non è mai stato realizzato…).
Peccato che lo stesso regolamento edilizio preveda la possibilità di mettere le parabole ovunque e senza grandi impedimenti. Insomma le parabole si, le pale eoliche no. Tutto molto coerente da parte di chi continua a definirsi “avvesario” di Berlusconi, il re delle televisioni e al contempo realizza rigassificatori, centrali a biomasse e inceneritori…..

Fonti: L’anticasta – L’Italia che funziona Marco Boschini – Michele Dotti
Vivi con stile Andrea Poggio
La rivoluzione nei dettagli Marinella Correggia
L’energia felice Pierattilio Tronconi – Mario Agostinelli
Regolamento edilizio del Comune di Livorno (febbraio 2009)

Livorno, 16 aprile 2010 Stefano Romboli Livorno Libera – Cittadini Ecologisti

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1 Commento a “UNA PANORAMICA SULLE ENERGIE RINNOVABILI CHE NON DECOLLANO. LIVORNO ESEMPIO POCO VIRTUOSO”

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    aggiungiamo allle parabole i motori dei condizionatori, i panni stesi, antenne obsulete sui tetti,tralicci, pali del telefono o quant’altro disseminati nelle campagne.

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