Un Cosimi sempre più solo e Lamberti safety car
Si è conclusa tra i fuochi d’artificio l’ultima sessione pre estiva del Consiglio Comunale. Il Sindaco ha portato a compimento la fase “delle nomine” nelle Aziende che lo richiedevano decidendo di giocarsi il tutto per tutto. Sulla linea Cappelli, neo Presidente di Aamps, (misterioso ex dirigente pubblico premiato per l’approdo al Pd dopo una lunga militanza atlantista nel vecchio Partito Repubblicano), Cosimi ha scelto un altro prestanome per Casalp (l’Avv.Taddia), mentre per Spil ha ingloriosamente scelto la strada del terzo mandato per Vitti. Una circostanza che in altri consessi avrebbe suscitato scandalo, ma che dalle nostre parti è stata accolta con favore.
Le motivazioni dell’incredibile conferma sono le stesse che, secondo Lamberti 2 (Lamberti 1 fa ormai parte dell’era geologica, cioè le elezioni del 1999) stanno nella necessità funzionale della “continuità amministrativa” di Piccini all’Autorità Portuale e dell’eterno Del Nista all’Asa. Insomma, Vitti, Piccini e Del Nista devono “lavorare” e non fa nulla se nel corso di questi anni si sono limitati a studiare le mappe (Piccini) o, come nel caso di Del Nista o dello stesso Cappelli, si sono limitati a fare il recupero crediti delle fallimentari gestioni precedenti. Pare che all’Aamps, gratificata dal maxi mutuo di dieci milioni di euro inventato da Ritorni presso l’Istituto di cui è dirigente, non si riscuotano fatture dal 2006, che l’ombrello della bancabilità Asa (sempre presso il medesimo istituo) di Del Nista si sia ridotto da 185 a 73 milioni di euro (senza che la Commissione Bilancio ne sapesse niente), che il buon Vitti debba completare l’operazione Odeon, perfezionare il contratto d’acquisto di Trw e occuparsi del Parco di Collesalvetti per coronare l’obiettivo del terzo mandato. Imprese titaniche alla luce dell’immobilismo di questi anni. Che, tra le altre cose, non ha consentito a Spil di acquisire le aree dell’ex Delphi. Sulla vicenda del basket il Sindaco si è addirittura sovrapposto alle norme del codice civile promuovendo una colletta salva-debito a latere di una procedura formale di liquidazione nel tentativo di fare recedere dall’azione fallimentare i creditori privilegiati della società di basket partecipata dalla Livorno Sport (a sua volta in eterna liquidazione). Mentre sul cosiddetto “garante dei detenuti” il Mayor ha “nominato” su base fiduciaria l’attuale Presidente dell’Arci ancor prima che il Consiglio Comunale predisponesse un regolamento che legittimasse nomina e riconoscimento economico di questa importante figura di garanzia. In queste condizioni sarebbe stato certamente piu’ congruo sottoporre la nomina alla maggioranza qualificata del Consiglio Comunale, ma poi, dopo il ribaltone degli emendamenti già approvati in Commissione con il voto favorevole dell’Italia dei Valori, ci ha pensato Lamberti 3 con la sua safety car a rimettere le cose a posto.
Per la cronaca, nel corso di questo semestre il rappresentante di Confronto, tecnicamente all’opposizione, ha votato a favore del bilancio di previsione della Società della Salute, del Contratto di permuta che sta alla base della rocambolesca operazione ospedaliera e poi ha avuto un ruolo strategico nell’approvazione dell’atto di indirizzo comunale a sostegno del Pot (Piano Operativo Triennale) portuale. Non ha potuto fare altrettanto in urbanistica per il semplice fatto che la discussione sul Piano Regolatore non è ancora partita (!). Lo stesso Lamberti, in questo caso 4, è anche uno dei promotori del referendum ospedaliero e questo dovrebbe fare seriamente riflettere. D’ora in poi, se non altro, subentrerà un lungo silenzio di riflessione di almeno quaranta giorni nel corso del quale sarà possibile registrare gli umori e gli effetti (assai pochi per la verità) di questo assaggio di secondo mandato cosimiano. L’Amministrazione Comunale procede a vista, fra prove di forza e mezze promesse, confidando in un assetto di maggioranza che però comincia a mostrare crepe significative. Sappiamo che Cosimi l’asso di bastoni lo ha giocato il 29/9/2009, quando trasformò il confuso dossieraggio comparativo sulla fattiibilità del Nuovo Ospedale (frutto del lavoro “protetto” di Comune ed Asl) in una decisione di Giunta che avrebbe poi condizionato gli eventi successivi. Il giorno seguente, segno che l’operazione era stata concertata a dovere, Monica Calamai, direttrice totale della Asl 6 di Livorno, assume una determinazione dirigenziale che recepisce gli indirizzi contenuti nel piano “protetto” informando di questo gli organi della Regione Toscana. L’operazione ha connotazioni tipicamente autoritative con una duplice opportunità di manovra per il Comune di Livorno da un lato, per la Asl 6 dall’altro. Il Comune puo’ infatti usare la localizzazione per il Nuovo Ospedale per orientare la disciplina preventiva del nuovo Piano regolatore (con le caratteristiche di una variante generale al Piano Strutturale del ‘99), la Asl da parte sua può iniziare l’opera di smantellamento dei distretti socio sanitari sotto le mentite spoglie di una nuova Rete Territoriale dei Servizi suddividendo in quattro sub aree la nuova mappatura del rischio sociale e sanitario. Su questa partita la Asl ha impresso, forse non a caso, una formidabile accelerazione. Al punto tale da inaugurare il Distretto di Salviano infischiandosene della mancanza delle strade di collegamento con i quartieri e della finitura delle opere di urbanizzazione del comparto (lascito della sciagurata operazione Salviano 2) . È chiaro che da questo punto di vista Asl e Comune, al momento del referendum, potranno mettere sul piatto della bilancia la “rete dei servizi” (per quanto iniqua e incompleta) e accreditare come inevitabile la scelta di un Nuovo Ospedale a Montenero (considerato peraltro che un nuovo Distretto verrà ricavato nella struttura dell’Ospedale di Viale Alfieri). Sarà interessante capire come di fronte a questo scenario parzialmente ribaltato si muoveranno i referendari. E soprattutto cosa ci riserverà l’ultima intuizione di Lamberti 5.
da senzasoste.it
Steve H.Prefontaine
30 luglio 2010



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