ANCHE LIVORNO HA LA SUA DELIBERA “RIFIUTI ZERO”. INIZIO DI UNA NUOVA ERA PER LA GESTIONE DEI RIFIUTI?
Lo scorso 8 giugno il Comune di Livorno ha approvato (quasi all’unanimità, con un solo voto contrario e un’astensione) la delibera “Rifiuti Zero” presentata da Marco Cannito, consigliere comunale di Città Diversa – Livorno Libera.
Si tratta di un testo condiviso e preparato dall”intera Alleanza Livorno Libera (Città Diversa, Cittadini Ecologisti, Sinistra Critica, Grilli Labronici) - anche grazie alla collaborazione del Coordinamento Rifiuti Zero Toscana Costa -, che ne avevano fatto un caposaldo della propria campagna elettorale per le amministrative del giugno 2009.
Malgrado la delibera sia stata condivisa e approvata da tutte le forze politiche presenti in Consiglio Comunale, sorprende il fatto che sia stata ignorata dai media locali e che pure le forze di maggioranza non abbiano avuto la volontà e l’intenzione di pubblicizzare e promuovere la notizia.
Forse per non creare imbarazzi nell’esecutivo (Cosimi e la sua giunta non sembra che abbiano gradito molto), forse per non disturbare l’amministrazione stessa che proprio in quei giorni era impegnata a promuovere – con la consueta grancassa – le “Cartoniadi della Qualità” ( il torneo della raccolta differenziata di carta e cartone fra città con Livorno protagonista), solita operazione di facciata, da marketing politico.
Perchè di notizia – e positiva – dobbiamo parlare. Livorno diventa di fatto il primo comune toscano “importante” ad avere una delibera “Rifiuti Zero”.
Nessun trionfalismo certo, ma si tratta “potenzialmente” di un buon testo e di una buona opportunità per migliorare la gestione dei rifiuti verso la necessaria strategia “Rifiuti Zero”.
Per Livorno si tratta di cogliere subito e senza esitazioni le opportunità di una necessaria ed urgente inversione di tendenza: qui la raccolta differenziata (dati Azienda Regionale Recupero Risorse – ARRR) è attorno al 39%. e la normativa vigente (Legge Finanziaria 2007) prevede il raggiungimento del 60 % entro la fine del 2011 e del 65 % per la fine del 2012.
Il porta a porta a Livorno è circoscritto ad alcune zone del Picchianti, la gestione dell’AAMPS non convince (vedi il mutuo per far quadrare i conti) e paghiamo una TIA fra le più alte in Italia.
I poteri “forti” non vogliono e non riescono ad immaginare uno scenaraio diverso da quello degli inceneritori (o termovalorizzatori – cancrovalorizzatori che dir si voglia). Per la realizzazione della famigerata “terza linea” ( progetto voluto da Enrico Rossi, Alessandro Cosimi, Andrea Gemignani – presidente Confindustria Livorno) si dovrebbero spendere circa 100 milioni di euro.
Eppure gli esempi “virtuosi” esistono da tempo: si vedano i percorsi adottati da metropoli (San Francisco, Yokohama ), da grandi città (Canberra) e da città medie - piccole (Monza, Asti ecc.). L’esempio più virtuoso in Italia è quello di CAPANNORI (Lucca), città di 48.000 abitanti che dal giugno 2007 porta avanti questa strategia ed è stato il primo Comune italiano ad approvare una delibera “Rifiuti Zero” (giugno 2007).
La strategia “Rifiuti zero” si propone di dare un valore e un’utilità agli oggetti che hanno esaurito la fase del consumo. In questo modo non esisteranno più i rifiuti e i problemi legati ai rifiuti: Zero rifiuti = Zero problemi.
Tanto più ci si avvicina all’obbiettivo Rifiuti Zero, tanto meno si ha la necessità di discariche e/o di inceneritori.
La considerazione iniziale alla base di Rifiuti Zero è la seguente: il trattamento dei rifiuti non è un problema tecnologico, né di managerialità, ma di strategia, organizzazione, educazione e progettazione industriale e, naturalmente, di corretta amministrazione pubblica.
I criteri guida sono quelli della SOSTENIBILITA’ e della PARTECIPAZIONE e si parte dalla completa riorganizzazione del servizio rifiuti eliminando tutti i cassonetti e attivando il servizio domicilare porta a porta. Principali vantaggi:
con il porta a porta si arriva ad una raccolta differenziata che arriva attorno all’ 80% (ma con le inovazioni tecnologiche può avvicinarsi al 100%)
con la sola raccolta differenziata della carta abbiamo la riduzione del consumo dell’acqua , dell’abbattimento degli alberi e dell’emissione di C02.
Mancata emissione di milioni di tonnellate di C02
nuova occupazione (il servizio porta a porta necessita di nuovi operatori)
riduzione della tariffa – TIA – ai cittadini, pari almeno al 20% sulla parte variabile.
Diffusione e promozione dei prodotti alla spina, dell’acqua potabile, prodotti riutilizzabili e conseguente riduzione/eliminazione di imballaggi, contenitori e confezioni ecc.
A proposito di nuova occupazione, da tempo l’economista americano di fama internazionale Lester Russel Brown dimostra come la strategia “Rifiuti Zero” possa dare nuovi posti lavoro.
Esperti francesi hanno indicato in 600.000 il numero delle nuove occupazioni in tutta Europa attraverso il riciclaggio e la gestione delle risorse primarie.
A Capannori, con il serivizo porta a porta, ci sono state 30 nuove assunzioni, a Pietrasanta 40: tenuto conto delle proporzioni, una città come Livorno potrebbe necessitare di circa 100 – 120 nuove assunzioni. E senza costi maggiori perchè sono compensati dai risparmi ottenuti dal mancato smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Inoltre anche l’incentivazione del riuso e della riparazione dei beni durevoli e degli imballaggi potrebbe incrementare il settore occupazionale.
OBIETTIVI E PUNTI DELLA DELIBERA approvata dal Consiglio Comunale di Livorno (il testo integrale si trova sul sito del comune di Livorno) che riprende quasi fedelmente quella di Capannori:
- INTRAPRENDERE IL PERCORSO “RIFIUTI ZERO” ENTRO IL 2020 (anche se mancano passaggi intemedi tipo: entro il 2012 arrivare al 60% di differenziata. Forse per evitare assunzioni di maggiore responsabilità e per evidente impossibilità del raggiungimento, visto da dove si parte…)
- incentivazione del riuso e della riparazione di beni durevoli e imballaggi (nuove occupazioni)
- impianto di compostaggio
- corsi di formazione – informazione per il personale impiegato
- riduzione della quantità di rifiuti residui prodotti sul territorio avviati ad incenerimento e a discarica (certo da qui a non prevedere impianti di incenerimento ce ne vuole..)
- isituzione dell’OSSERVATORIO VERSO RIFIUTI ZERO, per monitorare il percorso ( qui decisiva sarà la scelta del rappresentante della Rete Nazionale Rifiuti Zero, uno dei 6 componenti dell’organo; a Capannori c’era come presidente Paul Connett, massimo esperto in materia….)
- diffusione di punti vendita di prodotti alla spina, distributori di latte fresco, di acqua potabile, eliminazione delle bottiglie d’acqua e di stoviglie usa e getta nelle scuole, negli uffici pubblici e nei condomini e promozione di pannolini ecologici (rilavabili).
Nostro compito e quello di tutte le realtà e i cittadini sensibili sarà quello di monitorare e controllare affinchè parta il percorso, rimuovendo gli ostacoli che possono impedirne l’avvio e controllando che Livorno intraprenda un percorso coerente con questo, a cominciare dalla sospensione della politica degli inceneritori.
Contemporaneamente contribuire a promuovere e diffondere la necessaria educazione su questi temi, tappa necessaria verso un cambiamento culturale necessario per una progressiva riduzione alla fonte, consumando meno.
Un primo passo verso la conversione ecologica della società.
Livorno, 20 giugno 2009 Stefano Romboli Cittadini Ecologisti - Livorno Libera



(0)









Scrivi un commento