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CRONACHE DI POVERI AMANTI

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Una veloce e utile ricostruzione del “pasticciaccio” fra Andrea Romano e la maggioranza del centro sinistra sulla vicenda delle centrali a biomasse.
a) Il caso biomasse esplode all’improvviso sulla stampa poco prima delle Primavera. In modo sornione la Società Porto Energia (emanazione della Compagnia Lavoratori Portuali) insedia una seconda Centrale all’Olio di Palma in area portuale, avvalendosi dello studio e dei capitali di certo Natalrigo Guidi da Pisa, già consulente della cordata Belleli al tempo del gassificatore off shore. Tutto si sarebbe dovuto svolgere nel silenzio, ma Marchi di Medicina Democratica se ne accorge e insieme al Prof. Mario Martelli, con il contributo degli ex Verdi livornesi (adesso Cittadini Ecologisti), avvia il consueto rosario di ricorsi in sede amministrativa e penale. La stampa grida al disastro, la Clp fa muro. Marco Cannito, già impegnato sul fronte dei Rifiuti Zero, opportunamente cerca di spostare ogni valutazione in sede istituzionale. Promuove  l’audizione di Mario Martelli in qualità di esperto  nella Commissione Ambiente presieduta dall’attivissimo Andrea Romano di Idv. Quest’ultimo facilita le legittime richieste di Cannito (occorre dargliene atto) ritenendosi oltrettutto investito di un’alta missione purificatrice verso se stesso e verso il proprio partito (Idv). Probabilmente ignaro del fatto che le autorizzazioni alla seconda centrale a biomasse in località Leonardo da Vinci erano state  a suo tempo validate con un procedimento al limite della segretezza da uffici comunale e provinciali controllati da assessorati in quota Idv nell’ambito della cosiddetta Conferenza dei Servizi. (Comune – Gazzarri - Vice Sindaco con delega ambiente, poi diventata Consigliera Regionale; Provincia – Toncelli - assessore provinciale alle Energie rinnovabili, poi diventato Vice Sindaco, dopo il trionfo di Idv, con straordinaria partecipazione dell’elettorato labronico alle elezioni regionali.)
b) Romano non si ferma e attraverso il consigliere provinciale Idv Bogi (dipendente Asl) consulta l’Arpat territoriale che tra la sorpresa generale esprime serie perplessita’ sull’impatto ambientale della centrale e sulla lineraità del procedimento autorizzativo. Affermazioni che verranno confermate in Commissione, ma dalle quali poi il responsabile provinciale di Arpat, certo Righini, si smarcherà affermando che quel parere sarebbe stato richiesto solo a titolo consultivo.

c) Romano sulla stampa inveisce contro la mancata previsione di vincoli urbanistici all’ insediamento energetico in area portuale. Ma non si sofferma sul rilascio della dichiarazione di inizio attività (DIA) per la costruzione della Centrale. Tecnicamente l’operazione è legittima, ma si inserisce in un clamoroso vuoto normativo e programmatico che, per quanto riguarda le aree periportuali, dura da circa cinquant’anni. Teoricamente nello stato attuale delle cose qualsiasi privato, in carenza di vincoli urbanistici e di un piano energetico comunale, potrebbe costruirsi la propria centralina. A maggior ragione se è la Compagnia Lavoratori Portuali .E’ in questa fase che Romano inizia ad incubare il concetto di “mani in pasta” rivolto agli azionisti di riferimento di Porto Energia, cioè Pd e Sel. Dimenticando pero’ di condividere con essi il vincolo di maggioranza nel Comune di Livorno.
d) Romano promuove una “Mozione per lo Sviluppo del Porto” che vincolerebbe il Comune o chi di competenza a cessare l’autorizzazione di altre Centrali in ambito portuale. Anche in previsione della pianificazione portuale prossima ventura (che dovrebbe diventare ecosostenibile), ma tuttavia, allo stato attuale delle cose, in carenza di essa. La Mozione è netta e taglia la testa al toro. Romano raccoglie il consenso trasversale dei gruppi di opposizione (fra cui Città Diversa e Rifondazione Comunista), ma anche quello di Sel che sottoscrivono la mozione. Il Pd si ferma, mentre Lamberti non si esprime perchè in vacanza. La mozione viene iscritta all’ordine del giorno dei lavori senza pero’ il conforto dell’adesione del gruppo Pd e di riflesso del Sindaco che nella Compagnia Portuale ha il suo bacino elettorale preferenziale.

e) Nel giorno in cui la mozione dovrebbe essere sottoposta al voto del Consiglio, Romano con fiero piglio, ma su indicazione del capogruppo Pd Cantu’, presenta un emendamento alla Mozione (per lo Sviluppo del Porto) che sposta al periodo ipotetico dell’impossibilità (cioè al futuro) gli eventuali vincoli ambientali e nuovi insediamenti energetici in ambito portuale. Di fatto pero’, come sostiene il consigliere comunale Pdl Russo, l’emendamento non esplicita piu’ niente e dunque toglie il veto a nuove Centrali a biomasse. Morale, si va alla conta con questa situazione: Pd, Italia dei Valori,  Pdl in quota Amadio - Russo e un rientrante e conciliante Lamberti a favore. Gli ex sottoscrittori Città Diversa, Rifondazione e lo stesso Sel fuori dall’aula insieme al Pdl in quota Taradash per fare mancare il numero legale all’approvazione dell’emendamento e mozione. L’operazione riesce e la riunione del Consiglio deve essere aggiornata.

f) Il giorno dopo il consigliere di Sel Giannini si sfoga sul Corriere di Livorno accusando Romano di non avere avvertito i compagni di maggioranza del sopravvenuto emendamento che avrebbe cambiato le carte in tavola. Per questo motivo se ne sarebbe andato dall’aula visibilmente alterato. Romano replica il giorno dopo sempre sullo stesso giornale che gli dà da sempre (immotivatamente) ampio spazio con abbondanza di strali e fotografie in piano americano quando non di profilo. Romano allora  accusa Giannini e il suo partito di avere la coda di paglia. Oltretutto lo stesso Sel col Pd avrebbero le “mani in pasta” nel Porto e nell’operazione biomasse in particolare,mediata dalla Compagnia Portuale. Per questo vero motivo, secondo Romano, Giannini se ne sarebbe andato mascherato da oppositore oltranzista. Sempre per questo la sua mozione avrebbe avuto un passaggio cosi’ problematico, causato dai mal di pancia del Pd, circostanza che lo avrebbe indotto a mediare per conciliare le “mani in pasta” con un equilibrato sviluppo del Porto prossimo venturo. Dunque,un Romano “alto” e istituzionale di fronte alla meschinità di alleati e oppositori.

g) Siamo alla farsa finale. La polemica sulle mani in pasta, fin li’ magistralmente contenuta dal Sindaco col suo caratteristico “volare alto su federalismo e dintorni”, peraltro in piena fase di rinnovo degli organi direttivi della Compagnia, esplode sul Blog di Lamberti dove Romano viene attaccato dai commentatori. Nonostante gli elogi sperticati che l’ex Sindaco con straordinario equilibrismo e senso del gioco politico riserva al giovane dipietrista.Romano reagisce sul blog mostrando gli artigli e annuncia con fiera determinazione  che si batterà per l’approvazione definitiva della sua mozione. Tuttavia quelle “mani in pasta” continuano ad essere evidenziate sul blog e sui giornali. Se ne accorge il dirigente regionale del Pd Alessandro Baldi che su La Nazione urla: “Ma il Pd non dice nulla?” E’ un solenne richiamo al gruppo consiliare comunale del Pd che nella seduta serale del 28 Giugno,di fronte a un Sindaco molto pilatesco fa mancare clamorosamente il numero legale per bloc care l’iter di approvazione della mozione e avviare una verifica interna alla “maggioranza”. Insorgono le opposizioni.

Alleanza Livorno Libera

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