Campagna nazionale “Siamo Tutti Pedoni”: c’è, ma non si vede.
Coinvolte tante città (da Venezia a Palermo, da Bologna a Cosenza, da Genova a Bari, a Roma, Napoli, Pisa, Trieste, Varese, Verona, Barletta, Monza,…), tante associazioni (Aias, Anmic, Anpas, Asaps, Anmil, Auser, …) e sindacati, e cooperative, e osservatori, e centri, e ……
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I Diritti dei Pedoni – normalmente violati dalla illegalità diffusa e non perseguita – da 20 giorni dovrebbero essere all’attenzione dei cittadini tramite la campagna nazionale “Siamo Tutti Pedoni” (che durerà sino al 31 maggio). Campagna posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, promossa da molti soggetti e che coinvolge molte città italiane (grandi e piccole), alla quale hanno dato il loro contributo diversi vignettisti, comici, personaggi della cultura, dello spettacolo, ecc.; contributi riportati su un libretto da distribuire.
A fronte di questa imponente mobilitazione si registra l’assenza di rumore.
«”Siamo Tutti Pedoni” è una campagna molto silenziosa – sostiene Vito Nicola De Russis, presidente di Camminacittà – che consolida la stridente contraddizione vissuta dal Pedone: una massa immensa di persone, 100% nate pedoni, resi “utenti deboli” della strada dalla mobilità selvaggia e disumana, fondata sulla illegalità diffusa. E’ l’utenza (debole) incapace di uccidere e ferire la quale, sulle strade, viene uccisa e ferita “anche” sui marciapiedi, sugli attraversamenti pedonali, ai semafori, cioè sugli strumenti utilizzati per la sua sicurezza stradale”».
Una delle Associazioni aderenti a Camminacittà, invitata a promuovere la suddetta Campagna nazionale, declinò l’invito in quanto riscontrò che “i soggetti già presenti nella Campagna – troppi ed autorevoli – sono, normalmente, nostra controparte: sorda, cieca e muta”.
Ancora una volta (ovvero, come sempre) i numeri dei pedoni morti e di quelli feriti, utilizzati nella Campagna nazionale, non sono esatti. Bastava utilizzare il materiale prodotto dal lavoro serio e preciso dei tanti esperti sulla “sicurezza stradale” che hanno redatto il “TEST DEGLI ATTRAVERSAMENTI PEDONALI 2009 EPCA - European Pedestrian Crossing Assessment” dell’ACI ed EuroTest; materiale che Camminacittà e la sua Associazione Diritti dei Pedoni-ADP stanno cercando di far conoscere. Da quel Test si viene a sapere che, in Italia, nel 2008: 648 pedoni uccisi, circa il 14% di tutti i morti sulla strada; di questi ben 155 stava attraversando ad un passaggio pedonale (pari al 24%). A Roma, città che partecipa alla suddetta Campagna, nel 2008: 52 pedoni morti e 2.139 ferite; circa un quarto di tali eventi è accaduto sugli attraversamenti pedonali.
Con questo atroce ed inumano fardello, Roma è nella Campagna “Siamo Tutti Pedoni”.
De Russis, di Camminacittà, pone queste domande: «Se “Siamo Tutti Pedoni”, perchè nel Codice della Strada i diritti e doveri dei Pedoni sono riportati all’art. 190 e non si riesce a farli trasferire all’articolo 2? Perchè agli attuali semafori che regolano gli attraversamenti pedonali (e che producono pedoni morti e feriti) non eliminiamo la luce gialla ed installiamo il countdown per la fase di verde e rosso, così come sta avvenendo in tanti Stati nel mondo? Perchè non liberiamo i marciapiedi consegnandoli ai pedoni? Perchè non liberiamo le fermate dei bus pubblici dall’illegale ed impunita sosta continua dei veicoli privati? Perchè non creiamo vaste zone dei centri urbani a 30 km/h?»
E’ solo il nostro gene della ipocrisia che ci impedisce di dare risposte concrete a queste domande?
Ufficio Stampa CAMMINACITTA’ (Federazione Italiana per i diritti del pedone e per la salvaguardia dell’ambiente)



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