Acqua

Acqua inquinata, basta che non si sappia in giro

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Pubblichiamo qui di seguito due contributi dell’amico Maurizio Marchi (Medicina Democratica) relativa alla situazione dell’acqua inquinata nella provincia di Livorno.

Ne approfittiamo per ricordare che è in corso la raccolta di firme per il referendum sulla pubblicizzazione dell’acqua. A poco più di una settimana dall’inizio della raccolta firme per i tre quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua, registriamo un incredibile successo. Una affermazione popolare che dimostra la sensibilità del tema tra la gente.

Fra le tante realtà e singoli cittadini che si stanno impegnando ci siamo anche noi dei dell’Alleanza Livorno Libera, affiancati dal consigliere comunale Marco Cannito in qualità di autenticatore.

La raccolta firme a Livorno proseguirà con altri banchetti nelle prossime settimane. Invitiamo a firmare i cittadini che sono contrari alla mercificazione del bene comune.

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Al Consiglio Comunale di Livorno

Mi rivolgo specificamente a Romano (che oggi interviene per stimolare l’estensione delle fontanelle di acqua pulita), ma anche a tutti gli altri consiglieri comunali di Livorno.

Livorno è l’unica città capoluogo di Provincia della Toscana ad essere coinvolta nelle deroghe regionali sull’acqua potabile (PER I TRIALOMETANI CANCEROGENI), insieme a TUTTI I COMUNI DELLA PROVINCIA STESSA.

In questa assordante assenza di informazione al pubblico e di mancanza di piani di bonifica, previsti per legge (Dm 31/2001) e dal testo delle stesse deroghe, le fontanelle sembrano – non solo un palliativo – ma soprattutto un precostituirsi, da parte dei sindaci, non solo di Livorno, una ATTENUANTE GENERICA se si arrivasse ad una causa in tribunale, dato che l’obbligo dell’informazione e della predisposizione di piani di bonifica spetta a loro.

La stragrande maggioranza della popolazione livornese e della provincia continua ad essere esposta agli inquinanti in deroga ai limiti di legge, in particolare per gravità i bambini.

I consiglieri comunali devono assumersi le loro responsabilità.

Saluti e salute.

Maurizio Marchi (resp. prov. Medicina democratica) 7 maggio 2010

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“Scuse non richieste, accuse manifeste”, recita un antico motto latino. Non si capisce infatti perché il CISPEL Toscana (associazione di società per azioni che gestiscono i servizi, non solo idrici) si prodighi (Il Tirreno del 18.4.10) a magnificare l’aumento del consumo d’acqua del rubinetto da parte dei toscani, mentre non arrivano le messe in guardia da parte dei sindaci, delle ASL e della Regione – dovute per legge ai cittadini – sulle sostanze inquinanti presenti nell’acqua di oltre 600.000 cittadini toscani.
O forse si capisce fin troppo bene: le società come ASA fanno profitti sull’acqua – anche inquinata – e più ne vendono, più profitti fanno. Le autorità da parte loro hanno tutto l’interesse a far finta che l’acqua sia buona e a non far nulla per avviare bonifiche. Una politica miope ed irresponsabile, abbinata all’inaugurazione di qualche fontanella di qualità, che conferma il degrado del patrimonio idrico generale.
Infatti l’acqua in Toscana ha raggiunto il livello di qualità più basso di sempre (l’88% delle prese d’acqua sono nella classe peggiore, Relazione ARPAT 2009; erano l’82% nel 2006), tutta la provincia di Livorno è coinvolta nelle deroghe regionali ai limiti di legge per arsenico, boro, trialometani e cloriti, come buona parte della provincia di Pisa ed altri comuni della regione.

Ma nessuna autorità ne parla, tantomeno alla vigilia di una nuova ondata di privatizzazioni, che metterà ancora di più la poca ed inquinata acqua rimasta alla popolazione nelle mani delle multinazionali. Coordinate dal Cispel, naturalmente, che avanza argomentazioni somiglianti a scuse non richieste, per tentare di rintuzzare goffamente “accuse” manifestamente fondate.

Proprio in questi giorni MD ha avanzato un esposto alla magistratura contro la somministrazione di acqua inquinata alla popolazione, mentre la Commissione europea ha bloccato ed aperto una verifica sull’ultima deroga regionale (n. 3608 del 24.7.09).

Maurizio Marchi (resp. prov. Medicina democratica) 20 apile 2010

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