Rifiuti

La nuova disciplina dei servizi pubblici locali e l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani del 1 febbraio 2010

La nuova disciplina dei servizi pubblici locali e l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani del 1 febbraio 2010 bigimage

Il primo febbraio 2010 alla fondazione L.E.M. in piazza del Pamiglione a Livorno si è tenuto il convegno La nuova disciplina dei servizi pubblici locali e l’affidamento del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani. Dopo l’introduzione dell’on. Marco Filippeschi (sindaco di Pisa), ha relazionato Franco Borchi, spiegando al pubblico che l’ ambito d’azione dell’ATO Costa comprende 4 province con un totale di oltre 1 milione di tonnellate di rifiuti l’anno.
Per quanto riguarda la raccolta differenziata, ricorda che, nella zona di riferimento,ci sono aree virtuose in cui si supera il 40% di RD ed altre in cui si scende sotto il 30%
Il sistema di discarica territoriale accoglie rifiuti anche esterni all’ATO Costa.
Dal canto suo, Borchi registra un livello di complessità superiore agli altri Ato toscani dovuto in parte alla disomogenità organizzativa (un po’ raccolta porta a porta, un po’ contenitori in strada ecc..) e prefigura la possibilità di individuare una gestione unitaria.
In quest’ottica auspica un nuovo livello di pianificazione individuato dalla legislazione regionale (piano straordinario del 2009): per sua stessa definizione, questo “Piano Straordinario” è solo di passaggio. Sostiene che si debba arrivare in tempo breve alla definizione di un Piano Industriale dell’ATO toscana costa perchè la tempistica non è stata rispettata ed i contenuti del piano straordinario non devono entrare in contrasto con le scelte da prendere successivamente.
Si necessità quindi di un modello generale che arrivi a definire anche la gestione dei rifiuti urbani, ma si sta attendendo anche un Piano Interprovinciale ( in netto ritardo) cui avrebbe dovuto seguire la definizione di un piano industriale.
Ad oggi il Piano straordinario è l’unico strumento in vigore: “In assenza di regolamentazione interprovinciale- si chiede Borchi-è opportuno agire comunque con delle scelte che potrebbero andare a cozzare in futuro con tale piano interprovinciale?”
Propone di integrare i contenuti del piano straordinario, in modo da giungere ad un vero piano industriale.
Ci sono state poi tre relazioni di tipo tecnico-giuridico, a cura di Alberto M. Bruni, Germano Scarafiocca, Vanna Console, valenti avvocati i primi due, dell’Avvocatura Regione Toscana la terza.
Messa a confronto la disciplina generale contenuta nell’articolo 23 bis del D.L.112/08, con la disciplina speciale in materia di affidamento del servizio di gestione dei rifiuti, contenuta nella parte IV del d.lgs 3 aprile 2006 n.152 (Testo Unico Ambientale), appurato che l’articolo 23 bis prevale , in caso di imcompatibilità , sulle disposizioni del Testo Unico Ambientale, il servizio di gestione dei rifiuti può essere affidato :
b)in favore di imprenditori o società mediante procedura a evidenza pubblica
c)in favore di società miste a condizione che la scelta del socio avvenga mediante procedure a evidenza pubblica, che tali procedure specifichino i compiti operativi del socio, che il socio abbia una partecipazione non inferiore al 40%
Solo in via eccezionale si può ricorrere al cosiddetto “in house” (ovvero tutta la proprietà all’ente locale), ma una sola volta l’eccezione è stata riconosciuta valida dall’antitrust: ad un comune del varesotto per una funicolare di montagna per 18 persone, per la quale era impossibile che si trovasse un privato disposto a investire. E’ tuttavia previsto un regime transitorio, secondo il quale negli attuali sistemi di smaltimento dei rifiuti, se i contratti sono in linea con la normativa, possono andare a scadenza naturale, devono cessare se sono contra legem. La cessazione darà luogo probabilmente ad un alto numero di richieste di indennizzo e risarcimenti. La gestione integrata dei rifiuti ha due aspetti: la gestione del servizio e quella degli impianti, sulla quale c’è ancora incertezza: da una parte gli impianti devono essere a disposizione del gestore del servizio, dall’altra non è auspicabile che enti locali, dopo aver investito e acceso mutui per gli impianti, non ne ricavino nulla.

Hanno relazionato in seguito Lorenzo Perra del CISPEL Toscana e Luigi Fici, professore ordinario di economia aziendale.
Fici ha sostenuto che, dal punto di vista aziendalistico, per la gestione dei rifiuti sarebbe preferibile una esternalizzazione di tutti i servizi, piuttosto che un affidamento a società miste o partecipate. Questo perchè la società mista viene da lui definita come un organismo ibrido: quando si arriva a calcolare gli utili non si sa mai dire se sia auspicabile o meno che una partecipata abbia dei ricavi…certo nel caso delle esternalizzazioni è necessario che ci sia un organo di controllo da parte degli enti pubblici.
Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana ha detto che il tempo è già scaduto per quanto riguarda gli adempimenti regionali. L’Ato Sud ha già deliberato una sua strategia chiara, l’Ato Centro ha fatto una propria assemblea ed ha definito una sua disciplina ed anche in questo caso è stata definita con sufficiente chiarezza.
Per l’ ATO Costa è tempo di decisioni..
E’ necessario guardare alle esperienze positive: alcune aziende hanno già cominciato una propria strategia. E’ giusto da un lato darsi l’ambizione di diventare gestori di questo settore. E’ importante una sana gestione delle aziende e un’ottima politica industriale alla base perchè è un settore che necessita di grandi investimenti. Inoltre, secondo De Girolamo, vanno riorganizzati adeguatamente tutti i sistemi di raccolta e c’è bisogno anche di una tariffazione chiara.
E’ importante anche stare sempre attenti agli standard ambientali e alle normative comunitarie.
Le strade sono 2:
1) .procedere alle concessioni- il vantaggio è di vincere la gara con la possibilità per le imprese che vinceranno di stare sempre e stabilmente sul mercato, raggiungendo quello standard d’impresa che ancora non abbiamo..per arrivare (perchè no?) a quotarsi in borsa;
2) le società miste-
Questa ipotesi funziona se l’ATO la sceglie nella logica di integrazione d’ambito.
Non è più il tempo di stretegie difensive, ma è il momento del salto di qualità, dal punto di vista dell’integrazione dei gestori. L’obiettivo, qui come in tutta la Toscana, è di arrivare ad un sistema di gestione moderno, ambientalmente sostenibile, nel quadro della green economy di cui tanto si parla. Ovviamente siamo ancora fuori dagli obiettivi ambientali a cui si ambisce.
C’è stato poi un “passaggio partecipativo” in cui sono state invitate ad intervenire persone del pubblico in sala.
Di rilievo l’intervento di Paolo Marconcini, sindaco di Pontedera che ha esortato i politici presenti a rompere gli indugi ed a mettere in gara le concessioni: “se l’idea è attendere il piano interprovinciale, non ci sono più i tempi e le leggi per questo ambito. Altrimenti avremo un vuoto gestionale pericolosissimo. E’ giusto il primato della politica, ma è giusto anche interpellare le aziende, gli operatori del settore in modo partecipativo”
Secondo Marconcini, ci sono ancora troppi “in house”e solo un 10% dei rifiuti va al recupero energetico mediante impianti moderni. Secondo lui, la Toscana deve seguire dei criteri competitivi e creare almeno “3 impianti tecnologici” (si riferisce ai termovalorizzatori?). “L’in house”-dice Marconcini-”non è adeguato alla realtà toscana. Se si aspetta ulteriormente noi non siamo più niente..non saremo più i gestori. Si rischia di chiudere i battenti alla fine del 2010..c’è un vuoto normativo e gestionale mostruoso.”
Secondo Marconicini occorre fare attenzione ai campanilismo ed ai piccoli interessi; occorre invece stare insieme ed essere sinergici.
Il piano straordinario esiste e questo, con qualche correttivo, va seguito e vanno messe a gara queste gestioni.
L’ipotesi fattiva migliore per lui sembra è quella dell’ATO Sud perchè la selezione di un socio privato con il pubblico è interessante, ma ricorda che nel territorio di Pontedera tale sistema è già usato con l’ATO dellle Acque. Le difficoltà in questo caso (rifiuti) però, secondo il sindaco, saranno molte in più, essendoci molte più aziende.
Si auspica infine il termine dello “stand by” della legge 133-decreto Ronchi e si dichiara che le aziende del territorio toscano sono solide, sono sul mercato e che hanno l’aspirazione legittima a vincere queste gare.
Ha preso la parola poi un dipendente della SEA Ambiente di Viareggio denunciando il disagio che i lavoratori provano in questa situazione. Sottolinea le contraddizioni della legislatura in materia e che tali contraddizioni stanno ritardando lo sviluppo del settore.
Per i lavoratori, secondo il dipendente della SEA Ambiente, l’ importante è l’ATO perchè si sentono sicuri di stare in una grande azienda che permette loro di fare delle contrattazioni a medio-lungo termine.
Si rende conto però che ci sono anche aziende private che scaricano i costi sul pubblico (vedi l’ERSU di Pietrasanta) e che ci sono anche aziende “in house” che sono in perdita: queste non ci convengono,ne’ come lavoratori, ne’ come cittadini.
Auspica che ci sia un ruolo politico forte e che i lavoratori chiedano il conto alle amministrazioni pubbliche con il ricorso, all’occorrenza, a lotte sindacali unitarie.
A questo punto prende la parola Rossano Rossi della segreteria regionale CGIL: “Pensavo ad una tavola rotonda piu dialettica. Dopo la legge 61 bisogna andare avanti per costruire una gestione dei rifiuti efficace ed efficente.
Ci sono troppi ritardi, non si può perdere piu tempo perchè questo sarebbe molto pericoloso. Ci vuole molta chiarezza”.
Sottolinea poi la necessità di formare aziende competitive che siano in grado di stare sul mercato e di andare oltre la “filosofia dei campanili”.
Accusa la lentezza della politica in campo decisionale: “Stiamo discutendo sulla partenza mentre gli altri sono già partiti. Per quanto riguarda le organizzazioni sindacali si possono percorrere tutte e 2 le strade..il problema e che bisogna decidere e decidere Insieme. Altrimenti i tempi vengono dettati solo dall’economia”.
Rossi fa un’affermazione precisa: “Noi non pensiamo ai costi della politica solo come stipendi dei politici, ma come ritardi che pesano sulle aziende e sui lavoratori. Deve essere previsto un intervento dei sindacati nelle gare. Noi avremmo piu simpatia per aziende che stanno in Toscana”

C’è stata poi la tavola rotonda Gestione dei rifiuti e tutela ambientale nel bacino territoriale dell’Ato Toscana Costa con la partecipazione del sindaco di Pisa-Marco Filippeschi, del sindaco di Livorno-Alessandro Cosimi, del sindaco di Lucca-Mauro Favilla, del sindaco di Massa-Roberto Pucci, del sindaco di Carrara-Angelo Zubbani, dell’assessore regionale all’ambiente-Annarita Bramerini, del presidente Cispel-Alfredo De Girolamo e di Rossano Rossi della segreteria regionale CGIL.
Filippeschi ha invitato ad agire in fretta: le previsioni impiantistiche vanno realizzate, vanno trovate intese coi soggetti privati, bisogna ragionare in un’ottica di sistema, occorre fornire un modello standard di piattaforma di impianto di termovalorizzatore e dobbiamo chiedere procedure semplificate per non avere i tempi di realizzazione attuali.
Il sindaco Favilla, con un discorso duttile, si dichiara favorevole a portare a conclusione i programmi in atto, purché combacino con un quadro regionale. Va trovata una composizione con le aziende che hanno il 40%.
Il sindaco Cosimi esorta a distinguere tra realtà e desideri: non è la politica che fa le alleanze fra le industrie, come possono essere remunerativi gli impianti che bruciano solo Rifiuti Solidi Urbani (RSU)? Propende per la gara di concessione.
Il sindaco Zubbani è l’unico a parlare di diminuire i rifiuti, di riutilizzo e riciclo e chiede l’aiuto dell’assessore Bramerini.
Il sindaco Pucci insiste sulla remunerazione del territorio in caso di nuovi impianti: in pratica le province nelle quali verrano costruiti nuovi impianti potrebbero essere “ricompensate” economicamente (per il disagio subito dai cittadini?)
L’assessore Bramerini difende la politica sui rifiuti della regione Toscana: gli ATO sono stati ridotti da 10 a 3, è in corso un processo di aggregazione di aziende. “Dobbiamo dare opportunità alle aziende di stare sul mercato, altrimenti prima o poi saremo colonizzati”-incalza l’assessore Regionale all’Ambiente.
E aggiunge con tono deciso: “Che non venissero fantasie strane a qualcuno, perché gli impianti che sono sulla carta vanno realizzati”.
Servono 600 o 700 milioni di euro per l’impiantistica e ci si chiede da dove possano venire fuori i soldi perchè pare che non ci siano più fondi comunitari: quindi, per legge, o si fa la gara secondo il 23 bis comma 20 o si va alla società mista.
Per l’assessore Bramerini è necessario andare avanti e non fermarsi al regime transitorio, che ciò farebbe “ingrassare” solo gli avvocati.
La Regione quindi punta su: 1- necessità di impianti 2-semplificazione 3-organizzazione di aziende.
Si annuncia inoltre che, a breve, in Consiglio Regionale verrà presentata la Relazione della Commissione-Rifiuti.
Si afferma inoltre che la maggior parte dei rifiuti delle Province di Firenze e Prato vengono portati qui (nel territorio dell’ATO Costa) e che si vuole continuare con questa tendenza.
In particolare LIVORNO, sempre secondo l’Assessore Bramerini, deve pensare ad una piattaforma speciale, cioè a divenire un polo per la termovalorizzazione per rifiuti urbani e speciali (non pericolosi), in chiave di recupero energetico.
Nella partita energetica del fabbisogno della Toscana ci sono appunto anche quelli che l’assessore definisce “rifiuti speciali non pericolosi” e si sottolinea che una buona parte (35% circa) di essi, ad oggi, vengono bruciati a Brescia.
Da registrare una polemica tra il sindacoCosimi e RossanoRossi a proposito del non decidere: il sindacalista non vede neutralità nello stallo e, in rappresentanza della CGIL, rivendica un milione di iscritti mentre Cosimi al massimo può rivendicare una parte dei cittadini livornesi…

CONSIDERAZIONI FINALI

Il convegno, già dal suo titolo, è stato certamente impostato tutto attorno alla problematica del futuro affidamento del servizio di gestione dei rifiuti urbani: molte parole sono state spese in particolare per descrivere e discutere delle alternative gestione privata con gara pubblica o società mista.
In sala erano presenti probabilmente molti imprenditori del settore che hanno ascoltato, con enorme interesse ed in rigoroso silenzio, tutto ciò che veniva discusso.
Gli interessi economici nel settore sono moltissimi e si respiravano in sala: l’aria era densa di tensione e di grandi attese. Un altro pianeta rispetto a quello in cui viviamo noi altri: noi che frequentiamo i comitati “Rifiuti Zero”e, anche se trattiamo temi affini a quelli discussi nell’ambito del convegno, ci facciamo carico di tutto un altro tipo di problematiche: quelle legate alla salute dei cittadini ed all’impatto ambientale che i “grandi impianti” di cui si è parlato hanno e avranno sul nostro territorio.
In questa occasione però, le tematiche a noi care sono state quasi completamente ignorate: come abbiamo già sottolineato, l’unico a parlare di diminuzione dei rifiuti, riciclo e riutilizzo è stato il sindaco di Carrara..le sue parole sono state le uniche a noi “familiari”
De Girolamo, nel suo lungo intervento, ha solo accennato in modo vago alla “green economy” ed alla sostenibilità ambientale come obiettivo a cui la Toscana deve ambire.
L’assessore Bramerini, con il suo intervento, ci dice che politicamente, per quanto riguarda gli impianti, è già tutto deciso: quelli che sono in progetto devono essere tutti realizzati..Ed assume quasi un tono minaccioso nel dire “Che non venissero fantasie strane a qualcuno..”
Ecco direi che noi ci riconosciamo proprio in quel “qualcuno” che per l’assessore è “fantasioso” e “strano”: forse perchè ha a cuore la propria città, il suo territorio, la salute di tutti e magari vorrebbbe anche partecipare e dire la sua in merito a delle scelte di tale rilevanza.
I nostri obiettivi devono essere sempre l’informazione e la sensibilizzazione dei cittadini in modo che quel “qualcuno” cominci ad avere un maggior peso e magari anche un’identità. Forse un giorno la signora Bramerini si accorgerà addirittura che quelli che lei reputava “fantasiosi” sono più concreti di lei…

Report di Lina Sturmann e Stella Sorgente

Condividi con:
  • Facebook
  • Google
  • BlinkList
  • MySpace
  • Technorati
  • TwitThis
  • Wikio IT
  • YahooMyWeb

Scrivi un commento

 

XHTML: Puoi usare questi tag XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>