CARO ROSSI…NON CI PROPINI LA FAVOLA DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE
Lettera aperta di Francesco Gesualdi al candidato per la presidenza della Regione Toscana del PD e attuale assessore regionale Enrico Rossi.
Caro assessore Enrico Rossi, ho letto il suo messaggio ai toscani per il nuovo anno e le scrivo per esprimere il mio disaccordo.
Il suo messaggio parte col vecchio pensiero: la Toscana deve tornare a crescere. Poi, tornandole alla mente le immagini delle recenti alluvioni dovute anche al cambiamento climatico, si corregge: “Alla Toscana non serve uno sviluppo pur che sia, lo sviluppo che serve deve favorire la crescita senza distruggere le risorse naturali”. Insomma è la vecchia storiella dello sviluppo sostenibile, meglio rappresentata dal detto popolare “la botte piena e la moglie ubriaca”. Uno dei tanti trucchi linguistici, che la politica ha preso a prestito dalle strategie di marketing, per dare una verniciatura di onorabilità alle peggiori nefandezze: le guerre trasformate in missioni di pace, le deportazioni razziali in operazioni umanitarie.
Proseguendo nella lettura del suo messaggio si capisce che la sua idea di sviluppo ha ben poco di sostenibile. Immagina una Toscana competitiva che fa le scarpe al porto di Rotterdam per attirare le merci di tipo globale, dimenticando che ogni grammo di merce che si muove per il mondo consuma petrolio e produce anidride carbonica. Immagina una Toscana sempre più tappezzata d’asfalto rubando territorio all’agricoltura e stimolando sempre più l’affollamento di camion.
Immagina un distretto energetico che prevede un rigassificatore, dimenticando che anche il metano produce CO2 e che in caso d’incidente potrebbe emettere una tale potenza di fuoco da incenerire la costa. Magari immagina anche il potenziamento della geotermia sull’ Amiata, ma lei sa che questa forma di sfruttamento energetico sta provocando seri problemi alle riserve di acqua.
E’ arrivato il tempo di riconoscere che se vogliamo rispettare la capacità di tenuta del pianeta, i suoi equilibri naturali, i suoi tempi di rinnovamento, dobbiamo rivedere in profondità non solo come produrre, ma anche cosa e quanto produrre. Non si può continuare a fare credere alla gente che è possibile ingrassare mangiando di meno.
E’ un inganno che non fa altro che peggiorare la nostra situazione. Per quanto nessun politico voglia accettare di farlo, è arrivato il tempo di dire alla gente che il tempo delle vacche grasse è finito, che crescita e sostenibilità non vanno d’accordo, che se vorremo avere un futuro, dovremo abituarci a disporre di meno energia, meno automobili, meno lussi, meno rifiuti. Altre priorità e altre parole d’ordine dovranno imporsi: sobrietà, difesa dei beni comuni, energia rinnovabile diffusa, economia a chilometri zero, prodotti durevoli e riparabili, condivisione di servizi e beni collettivi.
So che il passaggio da un’economia della crescita a un’economia della sazietà è un’operazione difficile non solo per i cambiamenti che impone negli stili di vita, ma soprattutto per le novità che comporta rispetto a temi come il lavoro e la gestione dell’economia pubblica. Nodi difficili da sciogliere perchè non abbiamo elaborato un progetto di società che pur disponendo di meno sappia garantire a tutti il soddisfacimento dei bisogni fondamentali.
Ma la politica è lì per questo: per individuare i problemi e trovare le soluzioni. Una funzione che può svolgere solo se smette di fare lo struzzo e se esce dalla cortomiranza legata alla logica delle vittorie elettorali. Una politica lungimirante all’altezza delle sfide che il nostro tempo ci pone: ecco di cosa abbiamo bisogno. La maggioranza che si accinge a dirigere saprà fare questo passaggio?
Francesco Gesualdi 3 gennaio 2010



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Caro Gesualdi, con tutto il rispetto, sarebbe il caso che, perlomeno per quanto riguarda la Geotermia, lei si informasse meglio, e non si basasse solo ed esclusivamente su quello che evidentemente le riferiscono alcuni suoi amici.
Cerchi su Internet gli studi e le ricerche effettuate. Poi magari, con più calma e meno livore, ne riparliamo.
Per inciso, non sono affatto un sostenitore di Rossi.
Anzi.
Saluti
Per quanto concerne la problematica sulla geotermia non saprei che dire, ma per quanto riguarda tutto il resto, io credo che il Sig. Francesco Gesualdi abbia colto nel segno. Se non si cambia stile di vita in maniera radicale nutro forti dubbi che le generazioni future (molto prossime) abbiano un avvenire su questo pianeta. Abbiamo tutti il dovere di lasciare alle generazioni future un mondo migliore di quello che abbiamo ricevuto in eredita’ dai nostri avi, ma, purtroppo, la dirigenza politica e di altro genere rema contro.
sono anch’io profondamente convinto che l’unico modo per tentare di garantire un futuro meno disastroso alla gran parte dell’umanità che non è fortunata come noi ed ai nostri stessi figli e discendenti occorra cambiare radicalmente modo di vita. Invito tutti a scaricare e leggere “L’altra via” dal sito http://www.cnms.it e a creare occasioni di confronto e scambio di idee in proposito.