Sanità

Nuovo Ospedale: il fronte del SI perde pezzi

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Sulla questione della viabilità a Montenero nell’ottica del nuovo ospedale “l’amministrazione comunale si è presentata complessivamente impreparata, limitandosi ad allegare ai primi atti poco più che qualche schizzo fatto su una mappa presa da Google. Per poi andare avanti con un accavallarsi di esternazioni -cavalcavia, anzi no sottovia, terza corsia della variante, anzi no solo qualche ampiamento- apparse tutto sommato improvvisate durante i tanti dibattiti pubblici di questi giorni”.
Non è il dossier di qualche gruppo ambientalista radicale. E’ una citazione dell’editoriale uscito sabato scorso sul Tirreno a firma del direttore Roberto Bernabò.
Il Tirreno in queste settimane non ha certo lesinato il proprio impegno per creare consenso nell’opinione pubblica sul progetto del nuovo ospedale, presentandolo come un’opportunità imperdibile per la sanità e l’economia locale, costruendo il personaggio della Direttrice ASL Calamai come il manager senza macchia e senza paura che sfida i conservatorismi, intervistando i primari in quota PD puntualmente favorevoli ai progetti di Comune e ASL e così via.
Ma l’editoriale di Bernabò è una bocciatura senza appello, nel metodo e nel merito, della scelta di Montenero come area per la dislocazione della nuova struttura. L’assessore regionale Rossi, sulla stessa pagina, spiega che “L’individuazione dell’area era fondamentale per chiedere i finanziamenti” ma in qualche modo sembra smarcarsi da questa scelta: “Ma io non ho visto l’area di Montenero, anche se conosco quella collina”.
Oggi le dichiarazioni di Rossi sono contestate dal Presidente della Commissione Sanità della Regione Toscana, Roggiolani: “non è vero che per chiedere i finanziamenti occorre una decisione definitiva sull’area. Basta un’indicazione di massima. Io sono contrario a una forzatura dei tempi, un eccesso di decisionismo diventa controproducente (…). Io consideravo più praticabile l’ipotesi del completamento dell’attuale ospedale (…) Quando ho fatto il sopralluogo a Livorno mi è parso che l’area di Montenero sia già satura ancor prima di iniziare”.
Morale della favola, di fronte al quasi totale dissenso da parte dei livornesi per l’idea di costruire il nuovo ospedale a Montenero, il fronte del SI ha cominciato a perdere pezzi, e comincia ad affiorare il timore che il progetto da grande cavallo di battaglia pre-elettorale si trasformi in un boomerang. Sono già cominciate le polemiche interne, e a difesa del fortino sono rimasti solo gli ultimi giapponesi. Fra un po’ spariranno anche quelli.

da Senza Soste, Ciro Bilardi
1 dicembre 2009

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1 Commento a “Nuovo Ospedale: il fronte del SI perde pezzi”

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    Preciso non sono di destra.E’ solo una questione di interessi di partito a scapito dell’assistenza e questo è una dimostrazione di dittatura bolscevica,quando la citta è contraria.

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