ASSEMBLEA FIALS: ANCHE I LAVORATORI DELLA SANITA’ CRITICI SUL NUOVO OSPEDALE
Si è tenuta stamattina nella sala riunioni dell’ospedale l’assemblea del sindacato FIALS, a cui aderiscono circa 1200 lavoratori dell’ASL 6. All’ordine del giorno il nuovo ospedale di Livorno e l’istituzione della società della salute.
Nell’introduzione il segretario Massimo Ferrucci ha espresso la volontà del sindacato di valutare il progetto del nuovo ospedale nei contenuti, evitando posizioni “ideologiche” pregiudizialmente favorevoli come quelle dei sindacati confederali, o pregiudizialmente contrarie come quelle dei residenti che si oppongono alla dislocazione scelta dal Comune in base alle loro esigenze -comunque legittime- di tranquillità.
Ferrucci ha innanzitutto criticato il metodo con cui la decisione di costruire la nuova struttura è stata presa: in un ambito ristretto di politici e funzionari (sindaco, assessore regionale, direzione ASL) senza alcun dibattito aperto con la cittadinanza e i lavoratori, così come troppe volte accade per le decisioni importanti che riguardano la città. Oltretutto il FIALS, sindacato di maggioranza nella sanità, non è stato invitato ad alcune iniziative di presentazione e discussione del progetto, in spregio al più elementare criterio di correttezza.
Il segretario FIALS ha inoltre rilevato l’assenza di qualsiasi programmazione: l’ultimo Piano attuativo locale della sanità è del 2001, e in esso fra l’altro vi si trovano indicazioni che contrastano con alcuni degli argomenti che la direzione ASL porta oggi a supporto della costruzione del nuovo ospedale. Le relazioni tecniche sono carenti e contraddittorie, e non è chiaro perché si sia abbandonato il vecchio progetto di costruire una nuova struttura all’interno del perimetro del vecchio ospedale, all’interno del quale sono stati spesi e si continuano a spendere molti milioni di euro per le ristrutturazioni.
Ma la critica più dura di Ferrucci ha riguardato lo strumento del “project financing” previsto per la costruzione del nuovo presidio. Il “project financing” è una modalità che consente a un ente pubblico di avvalersi di fondi privati per la realizzazione di un’opera. I concessionari, in cambio dell’anticipo dei fondi, oltre a costruire la struttura potranno gestire per un periodo lunghissimo (venti-trent’anni) molti dei servizi non strettamente sanitari che vi verranno offerti: ad esempio mensa, bar, ristorante, parcheggi. E’ chiaro che il privato assume in questo modo una posizione inamovibile e può gestire questi servizi senza alcuna concorrenza, a scapito quindi della loro qualità ed economicità.
In altre realtà, come l’ospedale di Mestre, con lo strumento del project financing il privato si è aggiudicato addirittura la gestione di servizi sanitari come la radiologia, a dimostrazione che la logica è quella di una privatizzazione “a pezzi” della sanità, smantellando i criteri che erano alla base della riforma del 1978.
C’è anche il timore che il nuovo ospedale serva per imporre dei ridimensionamenti e delle ristrutturazioni cha da un lato peggiorano la qualità del lavoro, dall’altro quello dell’assistenza al cittadino, come nel caso di alcuni accorpamenti di unità operative già realizzati nell’attuale presidio.
Il progetto, che Ferrucci invita a leggere bene, si caratterizza quindi più per una logica di privatizzazione, oltre che di cedimento a interessi finanziari e immobiliari, che non come un’occasione di sviluppo per la sanità livornese.
Per quanto riguarda la società della salute, è stato criticato il continuo spezzettamento della gestione del settore sanitario e socio sanitario in enti diversi, dove convivono lavoratori con contratti di comparti diversi e dove si tende a privilegiare le esternalizzazioni: non è un caso che nella gestione delle società della salute sia coinvolto anche il cosiddetto privato sociale.
A questo proposito è stato ricordato anche l’ESTAV, il consorzio di area vasta che era nato per ottenere dei risparmi sull’acquisizione di attrezzature tramite gare e che è diventato un carrozzone, dove sono confluiti diversi settori (paghe, tipografie, magazzini ecc.) con molte incertezze per i lavoratori che vi saranno destinati.
Gli esponenti del FIALS pensano a diverse iniziative di confronto e di informazione perché la cittadinanza sia messa a conoscenza di quello che veramente significa il progetto del nuovo ospedale e quali sono le tendenze attuali della sanità.
da “Senza Soste” del 27 novembre 2009,



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