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SUPER COSIMI DECIDE PER TUTTI: SI FA IL NUOVO OSPEDALE.

Altro che modello di città della Partecipazione!

“Ti darò un talismano. Ogni volta che sei nel dubbio, o quando il tuo “io” ti sovrasta,
fa questa prova: richiama il viso dell’uomo più povero e più debole
che puoi aver visto e domandati se il passo che hai in mente di fare sarà di qualche utilità per lui.
Ne otterrà qualcosa? Gli restituirà il controllo sulla sua vita e sul suo destino? In altre parole,
condurrà all’autogoverno milioni di persone affamate nel corpo e nello spirito?
Allora vedrai i tuoi dubbi e il tuo “io” dissolversi “
(Gandhi)

Ancora una volta assistiamo inerti e impotenti all’ennesimo atto di forza da parte del sindaco Cosimi e della sua giunta.
“All’improvviso si è messa in moto la macchina per costruire il nuovo ospedale. Niente grandi assemblee né affollati consigli comunali. Un veloce passaggio nella riunione di capigruppo consiliari e, poco dopo, giro di telefonate ai giornalisti per la conferenza stampa tenuta insieme ai vertici ASL. In poche ore una scelta strategica per la città è stata messa in pista”. Sono parole del caporedattore de il Tirreno Andrea Lazzeri che pur mostrando palesemente di apprezzare la decisione e il progetto (“grande occasione per ripensare la città”) sottolinea la rapidità e l’unilateralità della decisione.
Certo, non un fulmine a ciel sereno, visto che l’idea era già stata avanzata, seppur timidamente e cautamente, nella scorsa campagna elettorale e inserita nel programma di mandato di Cosimi intitolato ironicamente “C’E’ BISOGNO DI TUTI PER GOVERNARE IL CAMBIAMENTO”.
Del resto avevamo già evidenziato quanto fosse carente e strumentale lo spazio dedicato al tema della partecipazione all’interno del programma stesso, malgrado vi si dicesse solennemente “ASPIRIAMO A FAR DIVENTARE LIVORNO ‘CITTA’ DELLA PARTECIPAZIONE’”.
Detto fatto: il secondo mandato Cosimi, dopo i tanti problemi estivi, mette in campo una scelta che consolida ormai il trend di oltre un decennio, con un chiaro e netto sbilanciamento a favore degli organi esecutivi a scapito degli organi assembleari e partecipativi.
Quella dell’ospedale è una vecchia tattica per stampellare un’amministrazione locale in grande affanno sui temi operativi dei cento giorni. L’approccio è tecnocratico e burocratico (patto di ferro con la direttrice ASL Calamai - a proposito, è una semplice coincidenza che la direzione aziendale dell’ASL avrebbe stipulato proprio in questi giorni un preaccordo per aumenti salariali ai dipendenti, molti dei quali hanno opinioni negative sul nuovo ospedale? - e l’assessore alla sanità della Regione Toscana Enrico Rossi), del tutto indifferente al metodo partecipativo.

Non vogliamo in questo spazio entrare nelle valutazioni di merito, riservandoci di farlo prossimamente, ma certo ancora una volta rimaniamo stupiti di fronte all’ennesima decisione autoritaria e verticistica per una questione molto delicata e rilevante, sia dal punto di vista urbanistico che sotto il punto di vista dei cittadini e degli utenti.

Conviene ricordare che il rinnovato presidente dell’ANCI Toscana - il nostro sindaco Cosimi - è anche colui che per primo firmò il protocollo di intesa e di adesione della legge regionale sulla Partecipazione (l.r.n. 69/200/) a Forte dei Marmi (6 giugno 2008) in occasione di un seminario sulla partecipazione.
Insomma l’ennesimo bluff di questo governo locale: si continua a santificare il modello di percorso partecipato “Cisternino 2020″ promettendolo anche per altri spazi e luoghi (citiamo in ordine sparso: Villa Corridi - inserito anche nelle priorità dei 100 giorni-, nuovo Centro Civico di Corea - un colpo di spugna alle promesse e ai criteri indicati nel Contratto di Quartiere oltre 10 anni fa - , Piazza XX Settembre ecc ecc)  e poi si consolidano decisioni verticistiche come quelle relative al nuovo ospedale.
Come dire: “la partecipazione mi serve per far giocare un po’ i bambini, per le decisioni importanti ci penso me!”.

E il procedimento urbanistico? E la consultazione delle categorie, degli ordini professionali, dei cittadini residenti, delle Associazioni che tutelano gli ammalati? Cosa fare nell’area dismessa del vecchio ospedale? E soprattutto, perché ristrutturare ancora  reparti “di eccellenza” nel vecchio nosocomio? A quanto ammontano i miliardi dispersi in questa terribile speculazione edilizia battezzata dalla politica, dalle categorie e forse anche da qualche sigla sindacale? Chi ha deciso cosa? E perchè?
“I cittadini non sono più solo i destinatari delle azioni di governo, divengono essi stessi azioni di governo. La partecipazione si evolve a strumento per costruire e mantenere i legami sociali, per riaffermare e difendere una visione comunitaria del territorio, per elaborare e conservare l’appartenenza di tutti ad un progetto comune nell’interesse generale. Non è più luogo di sperimentazione ma ambito culturale; non è più terra di frontiera ma modus vivendi; non è più buon pratica ma governo della città”. Sono parole scritte sul programma di mandato di Cosimi. Parole condivisibili ma usate come operazioni di facciata, di marketing politico. Scommettiamo che a breve partirà un altro giochino, magari a Villa Corridi (il cui progetto partecipato è indicato fra le priorità dei primi 100 giorni) sul modello “Cisternino 2020”? C’è bisogno di tutti per governare il cambiamento!

Stefano Romboli responsabile progetto Partecipazione Verdi di Livorno - Alleanza Livorno Libera

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