Porta a Mare ultimo atto
Ma che partita si sta giocando intorno ai bacini di carenaggio? Una partita lunghissima e dall’esito incerto. Su cui si stanno collocando in troppi,talvolta senza averne titolo. Ciò che sconcerta è l’uso politico di una vicenda clamorosamente apertasi solo qualche mese dopo l’acquisizione definitiva dell’ex Cantiere Orlando da parte di Azimut Benetti.”Le riparazioni non sono strategiche”,ebbe a dire il direttore generale di Azimut Livorno Poerio a suocera perché nuora intendesse. Tutto questo,allora,non destò né meraviglia,né stupore. Prevalse la logica del “fare sistema” alla livornese. Poi sono accadute cose incredibili. Il mancato completamento del galleggiante,frutto anche di una sottovalutazione al momento dell’acquisto battezzato dagli organi del Tribunale fallimentare,lo stato di procurato abbandono del bacino grande in muratura,il venir meno di Azimut ai propri impegni di concessionario vincolato alla manutenzione dei beni e dei piazzali concessionati. La paradossale vicenda dello ship-lift (che ha ceduto strutturalmente in fase di collaudo)ha completato il quadro,nell’ebetismo generale,aggravando ,da parte di Azimut,l’occupazione di quel bacino che Cosimi e Piccini avrebbero voluto allagare. Poi i”riparatori” livornesi si sono risvegliati dopo una lunga fase di obnubilamento,hanno esposto alla Procura della Repubblica,di fatto aprendo un durissimo contenzioso sull’uso di quanto rimaneva delle strutture. Tutto questo,invece di aprire un lungo e sentito momento di riflessione nella città,ha scatenato le ipotesi più fantasiose sul futuro dei bacini. Non ultime quelle legate alla ristrutturazione degli spazi portuali. Al posto dei bacini nuovo terminal turistico per le navi da crociera,darsena per la manutenzione degli yacht,delocalizzazione su altra area individuata dal nuovo piano regolatore portuale. In campagna elettorale ne abbiamo sentite di tutti i colori. Ora attendiamo che almeno un atto regolamentare fra quelli promessi nei primi cento giorni (nella prospettiva della gara pubblica che l’Autorità Portuale avrebbe dovuto indire per l’assegnazione dei bacini)venga abbozzato. Attendevamo notizie sul Prg,ci hanno rifilato la patacca della Cittadella dello Sport. Non sazi della vergogna di Collesalvetti. Un’autentica fissazione. Ma ora la vicenda viene condita da un ulteriore fuori programma. Il Tirreno,che allora fu sponsor mediatico del Gruppo Vitelli anche quando quest’ultimo pose all’Amministrazione Comunale le condizioni dell’acquisto,oggi pubblica stralci della relazione con cui il consulente del Pm postula il degrado procurato da parte del concessionario. C’è da rimanere allibiti. Chi ha propalato quella notizia? Perché e percome è finita sul giornale?Per dare modo ad una lentissima Autorità Portuale di accelerare l’ordinanza di revoca della concessione di Azimut a giochi ormai fatti o perché altro?Per impedire ad Azimut di subentrare a se stessa nel rinnovo automatico della concessione,probabilmente promesso in qualche salotto eccellente da qualcuno?E che fine ha fatto la gara internazionale? Perché l’ex sindaco Lamberti avvia un’inchiesta personale sul tema,arrivando addirittura a nominare un proprio perito per accertare la potenziale rivalutazione fondiaria delle aree che insisterebbero nella prossimità dei bacini?E perché,non si rida, tale Raimondo Pollastrini,uno fra i candidati a subentrare nella Presidenza dell’Autorità Portuale con le nuove regole di Matteoli,oggi commenta incredibilmente sul Tirreno le partite del Livorno Calcio con una rubrica fissa?Insomma,a che gioco stiamo giocando?
La Redazione



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