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Una lettera non firmata sull’edizione de Il Tirreno del 26/7/09 sui finanziamenti elettorali

Continua su Il Tirreno una polemica che non c’è sui finanziamenti elettorali per le comunali 2009. Iniziata dal sindaco appena rieletto (che evidentemente ha qualcosa che gli brucia)e da qualche dirigente del PD locale (immediatamente accodatosi), continuata con lo storpiamento e relativo commento di un anonimo (!) cronista che abbiamo ritenuto offensivo di una nostra nota e proseguita con una lettera (anche qui non firmata !) sull’edizione odierna. Per quest’ultima lasciamo perdere ciò che si afferma di altri, mentre per quanto riguarda quello che si attribuisce al gruppo consiliare LivornoLibera, evidentemente non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
Abbiamo detto in tutte le salse che non abbiamo avuto finanziatori esterni, che ogni candidato si è autotassato per la campagna elettorale singola e collettiva. La legge non prevede che liste e consiglieri eletti indichino i finanziatori ma quanto è stato speso per le elezioni, cosa che abbiamo fatto correttamente. Se il sindaco e qualche partito ha sentito la necessità di indicare i finanziatori locali (i quali ne risponderanno davanti all’opinione pubblica), oltre i finanziamenti che vengono dallo Stato e quindi dalle tasse di tutti i cittadini, anche di chi li vota o non vota, sono fatti loro, senza peraltro che si possa controllare quanto da loro affermato.
A questo punto una domanda più generale sorge spontanea. Ma perché i partiti nazionali sia di governo che di opposizione locale non si fanno promotori dell’abolizione del finanziamento elettorale statale (decretato con referendum popolare) e che oggi ricevono sotto forma di generosi rimborsi spese invece che dai cittadini che li vogliono effettivamente sostenere? Ma per non far questo tutti d’accordo e tutti zitti!
Per parte nostra non abbiamo finanziamenti dallo stato e noi i finanziatori li abbiamo indicati ben prima di loro attraverso le liste dei nostri candidati e non dobbiamo né ci sembra giusto dire se qualche candidato ha dato 5 euro perché disoccupato o giovanissimo e altri di più perché in ben altra situazione. Altrimenti i nostri polemizzatori siano coraggiosi e ci diano dei bugiardi.
A nostro avviso questa polemica è iniziata a bella posta per mandare messaggi alla città mostrando i muscoli del potere politico-economico, ma in realtà rivela debolezza, tenta di depistare l’attenzione dai gravi problemi della città, evidenzia una sorta di rabbia rispetto alla nostra azione di governo alternativo e sul bel risultato elettorale del nostro candidato a sindaco e dell’alleanza LivornoLibera che hanno fatto insieme una grande campagna elettorale, certo non per quello che sarebbe stato necessario o possibile se avessimo avuto grossi finanziatori come altri, ma per merito di tanto volontariato tradizionale e dell’uso delle nuove tecnologie.
Speriamo che altri (anonimi o meno) non facciano ancora finta di non capire. Lo diciamo anche per l’anonimo lettore de Il Tirreno di oggi che, oltre a farci ulteriore pubblicità gratuita, ci regala la possibilità di ulteriori termini per le nostre querele.

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