Il PD e l’operazione salvadanaio
Trovo abbastanza normale che uomini e donne destinati a realizzare indennizzi favolosi di qui al 2014 decidano di dichiarare a mezzo stampa i propri finanziatori .Non paia questa una facile semplificazione. I nominati del Sindaco e del Presidente della Provincia sono amministratori scelti per gestire la spesa pubblica in carenza di una verifica di metà mandato e di un benché minimo accertamento della propria produttività personale o degli Uffici che a loro dovrebbero rispondere..Rendere palese,ma senza alcun controllo reale,la lista dei finanziatori del Sindaco,del Presidente della Provincia o del partito di riferimento serve se non altro a farci capire dove andremo a parare senza che venga peraltro soddisfatta alcuna certezza contabile e amministrativa al riguardo .Che solo un organo terzo arbitrale potrebbe garantire. Forse il Tirreno intende sostituirsi all’Albo Pretorio?Siamo arrivati alla istituzionalizzazione pubblicistica di un organo di stampa tecnicamente indipendente?Se Berlusconi è ricattabile dalle donne che ospita a casa sua (come sostiene giustamente l’Editoriale l’Espresso),perché allora non dovremmo giudicare Cosimi e Kutufà ricattabili dalla Cna o dai Fratelli Neri?O dalla Cilp e dalla Vignali Comunicazioni? Una questione tutta interna al potere, insomma. Che interessa davvero poco la cittadinanza. Perché scomodare allora un valore cosi’ sensibile e strategico come la trasparenza? Ignorato quando Livorno Libera solleva il tema dei conflitti d’interesse in Giunta o quello fondamentale dei costi impropri della politica?Perché proporlo sul Tirreno come se fossimo alla fiera del tartufo e non di fronte al rispetto dell’art.30 della Legge 81/93,che al comma 2 raccomanda la pubblicità del rendiconto delle spese dei candidati e delle liste,ma non dispone alcunché rispetto al dettaglio dei finanziamenti ,provengano questi ultimi-lecitamente- da persone fisiche o giuridiche?Il Tirreno,come detto,si diverte a fare l’Albo Pretorio. Invitando di fatto gli altri (da qui la morale del “tutti zitti”)a fare lo stesso. Cioè a consegnare extra legem la nota analitica dei liberi sovventori. Immaginate se lo stesso facesse l’”Ora di Palermo” in un contesto come quello del capoluogo siciliano. O il “Mattino”di Napoli nella conca partenopea. A schieramenti magari rovesciati. Con il Pdl al governo locale e il Pd all’opposizione. Ma non basta. Detto del “gradimento personale” verso i capi delle amministrazioni locali,si dà ampia rappresentazione anche ai conti del PD,formazione politica che,al pari di quelle con un imprinting parlamentare o comunque con i titoli per un rimborso elettorale purchessia,sono accarezzate come noto dai benefici del finanziamento pubblico. Dobbiamo dedurne che questa volta non sarebbe bastato. Ed è stato allora che Sindaco e Partito ,dopo avere pronunciato il fatidico “non c’è un euro”(questa volta riferito alle casse del partito locale)all’inizio della campagna elettorale,hanno deciso di fare bingo. Dando avvio all’operazione salvadanaio tra i poteri “leggermente” piu’ forti della città,i cui patrimoni attendono di essere valorizzati dalle “mosse” programmatiche della nuova Giunta,e nello stesso tempo scadenzando il guanto di sfida della “trasparenza” sui primi mesi del secondo mandato. Quando verosimilmente molti nodi verranno al pettine e più di una promessa si scioglierà come neve al sole. Ma intanto l’ “etica” non sarà più un feticcio da guardare dal buco della serratura (come fanno i giornalisti de l’Espresso con Berlusconi),ma diventerà un must da applicare come un adesivo o una vetrofania a qualsivoglia atto dell’Amministrazione.Di qualunque natura esso sia.”Signori,questa è la città che ci sostiene e noi ve la proponiamo come tale,nella sua composizione pragmatica e platealmente corporativa;siete in grado di fare altrettanto,avete il coraggio di dichiarare nomi e cognomi di coloro che vi hanno inutilmente sostenuto,e poi chi sono i vostri fornitori di immagine?”Questo il vero sottotesto dell’operazione salvadanaio. E’ grave che ne venga fuori una specie di morale delegata al “tutti zitti”del Tirreno ;anzi di didattica della politica ad usum delphinorum. Soprattutto perché i veri sostenitori di Cosimi e Kutufà (uomini pubblici da 80.000 Euro l’anno), non compaiono in quelle liste.



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