Nube tossica. Volpi: “Quanta diossina abbiamo respirato?”. Cannito: “E’ una situazione conosciuta da tempo”. Inammissibile la mancata informazione alla popolazione
LIVORNO _ “Davanti a cosa siamo di fronte? Ieri quanta diossina ha invaso le case dei livornesi?” Queste sono le domande di Gabriele Volpi, dei Verdi, che Marco Cannito, porrà al Sindaco in Consiglio Comunale.
Mentre nella giornata la nube era rimasta confinata nella zona di via dei Condotti vecchi, la sera e la notte, con l’arrivo del vento di terra, ha invaso la città. Così chi teneva le finestre aperte per la stagione calda, si è respirato una certa quantità di diossina ancora sconosciuta.
“La situazione di via dei Condotti Vecchi era conosciuta da tempo” afferma Marco Cannito, il leader dell’alleanza civica Livorno Libera, che ha totalizzato il 9% dei consensi alle ultime elezioni. “E’ inammissibile che alla popolazione non sia stata preventivamente consigliata la chiusura delle finestre. Siamo preoccupati dall’assenza del Comune e dell’ASL e ci chiediamo cosa sarebbe successo se l’incendio fosse accaduto a qualche stabilimento a rischio di incidente rilevante”.
Tutti si ricordano la coltre di ceneri che invase Stagno e le preventive indicazioni del Comune di Collesalvetti alla popolazione. A Livorno al contrario non è stato comunicato niente.
La Lonzi metalli è nell’occhio dei Comitati e degli ecologisti da tempo.
“E’ incredibile che nonostante le lamentele dei cittadini, i cattivi odori e gli incidenti che ogni anno avvengono _ afferma Volpi _ la Provincia abbia autorizzato nuovamente nel 2008 quest’azienda a proseguire la sua attività, dopo che ogni anno immancabilmente accadeva un incendio”.
“Stante il fatto _ conclude Cannito _ che non è ancora insediato il Consiglio Comunale _ lanciamo un interpellanza straordinaria e urgente a mezzo stampa a Comune, Provincia, Regione, Magistratura, Asl e Arpat affinché verifichino la presenza di diossina e sostanze radiottiva, estremamente pericolose per la salute e l’ambiente, spieghino alla popolazione cosa è successo e prendano provvedimenti affinché non accada più”.
L’Ufficio Stampa di
www.livornolibera.it



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