Partecipazione

Dopo Shangay il tour di Livorno Libera arriva in Corea

Dopo Shangay il tour di Livorno Libera arriva in Corea bigimage

Dopo la tappa a Shangay, continua il “tour” dell’alleanza civica Livorno Libera, che candida Marco Cannito a Sindaco. Obiettivo incontrare i cittadini presso i quartieri e conoscere le loro esigenze, i loro bisogni. E attraverso i loro suggerimenti, idee e proposte costruire un programma partecipato.
Oggi, sabato 14 marzo eravamo in Corea, davanti al supermercato PAM.
Una amministrazione locale seria, in una città dignitosa, a tre mesi dalle elezioni dovrebbe essere giudicata per quello che ha fatto nei 5 anni di governo. E non, come avviene sempre a Livorno e forse dappertutto, aprire i cantieri e riprendere i lavori interrotti o “ex novo”.
Abbiamo appreso dal rendiconto di 5 anni di mandato presentato il 9 marzo dal sindaco Alessandro Cosimi che buona parte di quanto sostenuto sarà realizzato nei prossimi tre mesi. Sì, perchè molte delle cose dette e scritte attualmente non ci sono o sono ancora in corso d’opera.
Questo è evidente nei quartieri nord, Corea e Shangai, che da troppi anni sono coinvolti dai piani di riqualificazione.
Corea rappresenta sicuramente il caso peggiore. Questo è stato confermato dall’incontro odierno con i cittadini del quartiere che ci hanno aiutato a capire le carenze e lo stato attuale di “stallo”, anche attraverso la compilazione di un questionario dove erano inviati ad esprimere il proprio livello di soddisfazione e di vivibilità.
Il quartiere è tuttora al centro di un complesso processo di ristrutturazione, iniziato nel lontano 1998 con il Contratto di Quartiere 1 e poi successivamente aggiornato con ulteriori sforzi economici e opportunità arrivate dal Contratto di Quartiere 2, Piano URBAN, Patti territoriali, Programmi Recupero Urbano e Riqualificazione Urbana. Obiettivo di fondo il miglioramento delle condizioni ambientali complessive con nuovi servizi e riqualificazione fisica di edifici e spazi aperti.
Il problema è che a distanza di oltre 10 anni Corea è ancora un cantiere aperto: dei previsti 140 nuovi alloggi pubblici ad oggi ne sono stati realizzati solo 50 ed emblematico è lo “scheletro” situato nell’isolato “Giardino”, la nuova piazza “Saragat” è semplicemente uno spazio cementificato a uso del supermercato PAM che di fatto ha sostituito una serie di piccoli esercizi commerciali che rappresentavano anche luoghi di socializzazione e di “mediazione” sociale, oggi scomparsi e contribuendo a rendere Corea un quartiere “dormitorio”, privo di luoghi di aggregazione e socializzazione.
Infatti ancora oggi, il previsto nuovo Centro Civico di Corea, già inserito nel Contratto di Quartiere nel 1998 è un vero e proprio “fantasma”. Singolare la sua storia: previsto nel Contratto di Quartiere nel 1998, nel 2004 furono costruite le sole opere murarie a carico del PAM e da allora l’Amministrazione Comunale non ha trovato il modo per completarlo. Si tenga presente che secondo quanto previsto in origine questa struttura - un fabbricato di tre piani con 2.400 mq a disposizione che si estende lungo via Gobetti - doveva essere il vero e proprio “hardware” per il programma di intervento sociale: destinato ad ospitare spazi per il gioco e l’intrattenimento, assistenza per l’infanzia, spazi e servizi per l’associazionismo, per la socializzazione e l’aggregazione. A tutt’oggi non sappiamo ancora se e quando saranno ripresi i lavori.
In compenso nella rendicontazione del sindaco notiamo quanto spazio sia dedicato all’argomento “Corea”: si parla del Centro Civico affermando che è stato pubblicato il bando per il completamento dei lavori - che ci pare cosa diversa dalla realizzazione compiuta e consegnata - e a proposito di 76 nuovi alloggi nell’isolato giardino si dice che è stato richiesto il “nulla osta” del Ministero delle Infrastrutture per la pubblicazione del relativo bando - che vuole dire avere ancora molto tempo davanti…-. Sempre per quanto riguarda Corea vengono citati i due parchi di Corea costruiti negli ultimi anni, dimenticando il ritardo nella realizzazione e, per quanto riguarda il Parco di Baden Powell che comunque questo dovrebbe essere integrato, collegato ed organico con quello, non ancora realizzato, il parco di via Firenze di Shangay dall’altra parte dell’Aurelia (vedi il Piano URBAN) e che il minuscolo parco – giardino di via Agnoletti, inaugurato in “pompa magna” due anni fa è spesso chiuso e mai frequentato (non c’è niente e non offre servizi a nessuno).
Certo non ci sorprenderebbe se nei prossimi mesi Corea vedesse una improvvisa ripresa dei lavori e l’apertura dei cantieri: una visione aggiornata e “collettiva” della famosa tattica elettorale di Achille Lauro a Napoli quando per farsi votare regalava una scarpa ad ogni potenziale elettore per poi offrire anche la seconda dopo il risultato. Peccato che qui non ci sia in gioco solo un paio di scarpe ma un intero quartiere e la gestione e il controllo del relativo territorio. Che, è doveroso ricordarlo, coinvolge la Giunta Cosimi e pure la precedente Giunta Lamberti, all’insegna della continuità e della coerenza.

Stefano Romboli
Responsabile Progetto Partecipazione dei Verdi di Livorno

L’Ufficio Stampa di
www.livornolibera.it

Condividi con:
  • Facebook
  • Google
  • BlinkList
  • MySpace
  • Technorati
  • TwitThis
  • Wikio IT
  • YahooMyWeb

Scrivi un commento

 

XHTML: Puoi usare questi tag XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

  • Sezioni

    Tematiche

    Archivi per anno

    Archivi per mese

    Meta

    • Valid XHTML 1.0 Transitional