Centro Civico: un fantasma in Corea
A dieci anni dall’inizio del progetto di riqualificazione del quartiere il Centro Civico è incompiuto
In Corea rimane ancora aperta la vicenda del Centro Civico. La struttura, un fabbricato di tre piani, nel casermone del PAM, rappresenta uno dei tanti misteri livornesi, luoghi fantasma, autentici buchi neri: iniziano i lavori, seguono mirabili spot, si fermano i lavori per essere avvolti dal più fitto mistero. Nessuno infatti sa dare risposte chiare e precise. A conferma del ritardo, la vicenda di Corea è stata oggetto di interrogazioni parlamentari (seduta n.001-29/04/08). Resta la netta impressione che nessuno abbia voglia di parlare di questo monumento, simbolo del fallimento del progetto di riqualificazione dei quartieri Nord. Il Comune, per l’assegnazione dei fondi previsti dal Ministero Lavori Pubblici (decreto ott.’97), presentò alla Regione la proposta di “Contratto di Quartiere”, con oggetto Corea: in quanto “quartiere segnato da diffuso degrado delle costruzioni e dell’ambiente urbano e da carenza di servizi in un contesto di scarsa coesione sociale e di marcato disagio abitativo”.
La proposta, corredata da un piano di recupero adottato dal Comune (Giunta Lamberti), fu selezionata e classificata al 3ª nella graduatoria nazionale (finanziamento: 20 miliardi di lire). All’interno della proposta si prevedeva la realizzazione di un centro commerciale, di un centro civico di quartiere e di opere di urbanizzazione e furono inserite nel Piano di Recupero di Corea approvato con Delibera del Cons. Comunale il 30/11/98. La successiva convezione sottoscritta nel giugno 2000 prevedeva, fra laltro, la realizzazione di un Centro Civico di mq. 900 a cura e spese dei Supermercati PAM: importo 3 miliardi e mezzo di lire circa. Un rapporto del Resp. Ufficio Programmi del 13/01/04 chiariva che l’importo a carico della PAM previsto per realizzare il Centro Civico non bastava: si riteneva di far realizzare a PAM le sole opere murarie e procedere poi al completamento con risorse del bilancio comunale. Contemporaneamente, dalla ricognizione effettuata dallo Staff Programmi complessi e dal funzionario delegato alla contabilità speciale URBAN (URBAN fu adottato dalla Commissione Europea nell’ott. ‘98 su iniziativa del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale a favore dello sviluppo sostenibile di città e quartieri dell’UE) risultava ancora disponibile la quota di risorse destinate al completamento dell’intero programma per Corea: con una delibera successiva (26/06/07) veniva approvato il progetto definitivo per completare il Centro Civico, spesa complessiva € 1.765.000, incaricando i responsabili di procedere all’approvazione del progetto e all’attivazione delle procedure di gara. Il Contratto di Quartiere 1 e poi il Contr. di Quartiere 2 nel 2005 dovevano rappresentare il vero motore per la riqualificazione di Corea, assieme ad altri sforzi economici e opportunità: Patti Territoriali, Programmi Recupero Urbano e Riqualificazione Urbana, Piano Urban).
Una pioggia di soldi: facile perdere i conti. Il Contratto di Quartiere era costituito da 3 progetti, tra loro legati e integrati: progetto urbano (definiva le caratteristiche fisiche degli insediamenti da costruire, l’organizzazione e disposizione sul territorio); progetto sperimentale (temi e ambiti di innovazione contenuti nel programma e modalità di sperimentazione); progetto sociale (azioni svolte al miglioramento della qualità della vita). Quest’ultimo interessa il nostro Centro Civico: qui, oltre a rappresentare la nuova sede della Circ.1, erano previsti spazi gioco e assistenza all’infanzia, ascolto familiare, associazionismo e laggregazione giovanile. Un insieme di servizi che dovevano rappresentare il vero e proprio “hardware” per il programma di intervento sociale. Anche per questo fu costituito un gruppo di lavoro all’interno del Comune, composto da referenti che lavoravano nei settori della scuola, dell’assistenza sociale e dell’occupazione e che si occuparono fra l’altro di partecipare all’elaborazione del progetto stesso.
Tutto questo attraverso processi e metodologie partecipative innovative, prevedendo appunto la partecipazione dei cittadini e le espressioni della società in ogni fase del processo. Proprio la partecipazione era ritenuta criterio necessario per sostenere e giustificare l’intero impianto progettuale. Anche per questo ecco la definizione e l’installazione di una sede permanente per il confronto fra amministratori, progettisti e abitanti, nella formula del Laboratorio Permanente di Quartiere. Luogo e spazio, si sottolineava, per sperimentare e promuovere nuove forme di cittadinanza e di promozione culturale. A questi obiettivi doveva concorrere, oltre al Laboratorio di Quartiere, anche l’Ass.cult. La Deriva promuovendo Cantiere Aperto: progetto finalizzato alla proposta continuativa di eventi e laboratori di arte e comunicazione nel quartiere, compresa la pubblicazione di Corea Cambia (n°1 febb. 05). Un periodico che durò giusto pochi mesi, per poi sparire nell’oblio, dopo aver reso omaggio e fatto opera di marketing (non gratuito) ad amministratori e architetti coinvolti, all’insegna della solita sinergia fra potere politico, economico e culturale. Invitiamo a rileggere le parole di entusiasmo e orgoglio dei vari Lamberti, Cosimi, Baldi, Chirchietti.
L’ennesimo esempio di pessima gestione e governo del territorio, sprechi, ritardi e lavori a metà, alla faccia delle promesse e degli interessi dei cittadini e del bene pubblico. Corea lo dimostra: molti pensano che forse il quartiere era meglio prima degli interventi. Il Centro Civico? Dopo oltre 10 anni, un cantiere aperto!
Stefano Romboli



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