Sulle compartecipazioni avevamo ragione!
Rsa, gli assistiti pagano troppo. “Il Comune restituisca i soldi”
Città Diversa e Aduc chiedono il rispetto di una sentenza del Tar
dal Corriere di Livorno del 22.11.08
LIVORNO - Il Comune ha fatto pagare troppi soldi agli assistiti delle residenze sanitarie e alle loro famiglie. Lo ha sancito una sentenza del Tar pronunciatosi su un ricorso contro il Comune di Firenze che per il capogruppo in Consiglio comunale Marco Cannito sarà estesa anche al nostro comune. “Con l’amministrazione abbiamo cercato un accordo ma ci hanno risposto picche - ha detto Cannito. Ora c’è una sentenza”.
Sulla base di quanto stabilito dai giudici del Tar, ora il Comune dovrà restituire i soldi a centinaia di assistiti. Lo sostiene il responsabile dell’Associazione Diritti degli utenti Gianfranco Mannini che insieme a Cannito ha portato avanti la battaglia.
“Faremo una proposta transattiva con la quale chiederemo solo una piccola parte di quanto versato
dagli utenti delle residenze sanitarie assistite e delle loro famiglie - ha spiegato Mannini. Il Comune deve restituire 10 milioni di euro”. Una cifra consistente che per l’Aduc è comunque molto lontana da quanto è finito ingiustamente nella casse comunali.
Nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta ieri nella sala postconsiliare, sono stati ripercorsi i punti salienti che hanno portato alla sentenza. Secondo i ricorrenti, i Comuni hanno imposto ai familiari delle persone portatrici di gravi disabilità o malate croniche non autosufficienti ricoverate nelle Rsa, di contribuire al pagamento della retta per il ricovero del loro congiunto se i redditi di quest’ultimo non la coprono per intero. Tutto sarebbe da ricondurre a un’errata applicazione delle norme e dei criteri per il calcolo dei contributi. Per l’Aduc, la legge 328 del 2000 stabilisce che gli enti pubblici non possono pretendere alcun contributo economico dai parenti.
Per Marco Cannito di Città Diversa la soluzione poteva essere trovata prima. “E’ un battaglia politica che portiamo avanti da anni ma il Comune non ci ha voluto ascoltare - ha spiegato Cannito. La sentenza del Tar obbliga a un adeguamento”. Secondo i dati di Città Diversa, il provvedimento, tra Rsa e centri diurni, in città riguarda 250 assistiti.
RSA VIOLATE LE NORME SULLA COMPARTECIPAZIONE. ANNUNCIO DI ADUC E CANNITO
‘Il Comune deve rendere 14 milioni’
da La Nazione del 22.11.08
di MONICA DOLCIOTTI
SONO 278 gli anziani quasi tutti non autosufficienti ospiti nelle quattro Rsa di Livorno; altri 15 sono nei ‘moduli’Alzheimer e 40 nei centri diurni. La retta è coperta al 50% dall’Asl 6 e al 50 dal Comune che chiede una compartecipazione. Nel calcolarla il Comune chiede l’Isee (indicatore della situazione economica equivalente) all’assistito e ai familiari - anche quelli di grado più remoto se non ce ne sono altri: così pagano quante più persone e quanto più possibile, fino a 800-900 euro al mese per la Rsa. Per queste persone la situazione potrebbe cambiare: il Tar toscano il 26 maggio 2008 ha emesso una sentenza, deposita il 17 novembre, con cui accoglie il ricorso presentato da una donna invalida al 100 %, contro il Comune di Firenze che ha violato le norme sulla determinazione della quota di compartecipazione. «Il Comune di Firenze ha chiesto a questa donna, assistita dai nostri legali, di partecipare alla spesa della retta nella Rsa che la ospita. A questa spesa è stato chiamato a dare un significativo contributo anche il padre senza che ciò fosse dovuto» spiega Gianfranco Mannini dell’Aduc, invitato in Comune da Marco Cannito di Città Diversa, da otto anni impegnato a far rispettare questa legge anche a Livorno. «Il Comune di Firenze lo sapeva - dice Mannini - ma è andato avanti lo stesso». E Cannito: «Anche Livorno continua ad agire così. L’assessore Alfio Baldi e l’assessore Enrico Rossi della Regione alla trasmissione ‘Mi manda Rai 3’, hanno ammesso che tale condotta è irrispettosa delle leggi, ma si sono giustificati sostenendo i Comuni non hanno alternative perché senza soldi. Adesso con la sentenza del Tar tutte le amministrazioni dovranno rispettare le leggi, altrimenti rischiano esposti penali e pignoramenti». L’obiettivo adesso è far restituire ai cittadini quanto hanno pagato in più. «Per questo l’Aduc tenterà - dice Mannini - transazioni anche con il Comune di Livorno che dal 2001 ad oggi dovrebbe rendere oltre 14 milioni di euro». E l’assessore Baldi? «Attendo la valutazione degli uffici sulla sentenza» che sarà notificata la prossima settimana. Intanto a Livorno, Cecina e Piombino, sono 50 le famiglie che non pagano la compartecipazione o hanno mandato lettera di diffida ai Comuni, come Fabrizio Fiori di Livorno. «Dal 2007 non pago più per mio figlio che frequenta il centro diurno di via San Gaetano - testimonia - nonostante ogni mese mi arrivino i solleciti di pagamento».
Le famiglie dei disabili vogliono 14 milioni.
Rette non dovute pagate alle Rsa: il Comune rischia il pignoramento
da Il Tirreno del 22.11.08
LIVORNO. Decreti ingiuntivi per 14 milioni di euro, un’azione giudiziaria contro il sindaco e il rischio del pignoramento dei mobili del Comune. Questo lo scenario che potrebbe nascere dopo la lunga battaglia legale tra enti pubblici e parenti di disabili gravi. È infatti dal 2000 che le associazioni combattono contro il modo di applicare una legge, il D.L. 130/2000. La norma, per come è stata interpretata da Comuni e Regioni, obbliga i familiari a versare alle Residenze Sanitarie Assistite, pubbliche e private, dai 1000 ai 1500 euro al mese; cifra che in realtà non sarebbero mai stati tenuti a pagare. Ad aprire la via alla possibilità di chiedere un decreto ingiuntivo una sentenza del Tribunale amministrativo regionale del 17 novembre.
La sentenza, l’ennesima a favore dei familiari, chiarisce nel dettaglio le norme illegittime. «Notificheremo ufficialmente al sindaco Cosimi la sentenza. Da quel momento dovrà provvedere a cambiare la normativa, o lo denunceremo alla magistratura» spiegano, proprio nella sala postconsiliare del Comune, Marco Cannito di Città Diversa e Gianfranco Mannini dell’Aduc, davanti a diversi genitori di disabili gravissimi.
L’intenzione di Mannini, che tramite l’Aduc riunisce oltre 300 parenti, è comunque quella di giungere ad una transazione col Comune: «Prima di far partire i decreti ingiuntivi cercheremo un accordo. Siamo pronti a rinunciare a 4 milioni in cambio dell’immediata revoca della normativa, e la restituzione ai parenti di almeno 10 milioni. Non dimentichiamoci che ci sono persone che per pagare questa retta illegittima hanno dovuto vendere la casa». Solo di recente molti dei parenti hanno smesso di pagare le cifre alle residenze, cosa fatta finora anche nel timore che potessero andarci di mezzo i loro cari.
Le spese per la permanenza nelle strutture diurne e nelle Rsa è coperta al 50% dallo Stato e al 50% dai Comuni. La legge prevede che i Comuni possano prevedere una compartecipazione alle spese: è qui il nodo giuridico. La compartecipazione la si calcola in base all’Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente): uno strumento per calcolare la ricchezza delle persone. Regione e Comuni hanno sempre sostenuto che nel calcolo dell’Isee si dovesse inserire anche il reddito dei parenti, la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento. I parenti invece hanno sempre sostenuto che nel calcolo si dovesse inserire solo il reddito del disabile (pari quasi sempre a zero), senza aggiungervi pensione e indennità. La sentenza del 17 novembre - in questo sta la novità - ha chiarito che l’interpretazione giusta e retroattiva è quella dei parenti. Porte aperte, quindi ai rimborsi, e la via più veloce per averli è quella del decreto ingiuntivo.
Si apre ora la difficile partita per i rimborsi. La cifra è molto alta e potrebbe salire ancora, perché tra gli aventi diritto al rimborso ci sono anche i parenti di disabili e anziani già morti.
Per informazioni Mannini si mette a disposizione al cellulare 347/1278521 e all’e-mail g.mannini[chiocciola]aduc.it
G. F.



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la legge 328/2000 parla chiaro.La eventuale compartecipazione è dovuta eventualmente dal degente e solo in funzione del suo ISEE.e non dai familiari.Siamo già circa 70 famiglie che fanno l’autoriduzione e che fra non molto ,porteranno il Comune in tribunale,cosi’una volta x tutte verrà fatta chiarezza .Aspettiamo che altre famiglie si uniscano a noi x eesere cosi’ risarcite del danno subito fino ad oggi.
anche se il mio inpegno familiare mi porta ad essere lontano da Livorno,vi porto a conoscenza che nella settimana che viene verrà contattato l’avvocatessa x intraprendere le azioni più idonee a sostegno delle tante famiglie che fino ad oggi sono state obbligate alla compartecipazione,illegale e illegittima, sulla RETTA R.S.A in quanto la legge 328/2000,l’art.25 dice:la compartecipazione è dovuta dal 50% dalla REGIONE,50% dal COMUNE il quale può avvalersi di una eventuale compartecipazione dal degente solamente in funzione del suo ISEE e non da quello dei familiari,violando anche la loro praivaci.Vi aspettiamo sul viale Carducci 31 il GIOVEDI dalle ore 15,alle ore17. INF:carlo 3208006898