Pronto Soccorso: tempi troppo lunghi e personale insufficiente
Intervista agli utenti del Pronto Soccorso
“Vogliamo un Ospedale vicino ai cittadini: il Pronto Soccorso dispone della migliore organizzazione e delle migliori dotazioni possibili?”.
Questo il questionario che e’ stato rivolto ad un campione di cittadini all’ingresso dell’ospedale.
I risultati più significativi sono quelli che riguardano i tempi di attesa: sommando le diverse voci, l’85% degli intervistati ritiene che sono troppo lunghi. Il 21% dichiara di aver dovuto attendere più di 1 ora prima di essere visitato; il 32% più di 2 ore. Il 35% risponde di aver dovuto attendere oltre due ore per le risposte agli esami o i trattamenti clinici. La conferma è corale: il 59% considera lenta la risposta al suo problema.
Altro capitolo quello relativo al personale addetto: il 38% degli intervistati ritiene poco disponibile il personale che lavora al Pronto Soccorso. Un dato che viene confermato dal 32% che dichiara “non soddisfacente” l’accoglienza al pronto soccorso. Insoddisfazione facilmente correlabile con le risposte di quel 71% di utenti che giudicano insufficiente il numero degli addetti.
Ma l’insoddisfazione complessiva appare più profonda: il 26% non considera adeguate le terapie ricevute, il 30% giudica poco funzionali i locali adibiti al servizio, il 32% critica anche la preparazione degli addetti. Ma il dato più preoccupante è che il 32% ritiene che il proprio problema sia stato compreso in ritardo.
Preoccupazione anche per l’invio dal Pronto Soccorso ad altri reparti: il 50% circa degli intervistati affermano infatti di non essere stati accompagnati e una buona parte di questi riferisce di aver avuto difficoltà a trovare il reparto giusto.
Quasi tutti gli utenti del campione (85%) si dichiarano favorevoli ad essere informati regolarmente del modo in cui la ASL spende i soldi per la cura della salute. Oltre la metà (56%) ritiene inadeguato il modo in cui vengono spesi i soldi dei contribuenti per il Pronto Soccorso.
Concludendo, solo il 68% di chi ha superato le attese e i disagi giudica efficace il trattamento praticatogli dal Pronto Soccorso: un valore percentuale certamente non tranquillizzante.
Al di là dei freddi numeri e delle statistiche, l’indagine fa emergere l’aspetto umano e sociale che il servizio in esame necessariamente comporta. Trovarsi in un Pronto Soccorso - all’improvviso - in un momento della giornata che immaginavi del tutto diversa: non solo non è affatto piacevole, ma può essere veramente angoscioso. L’emergenza - vera o temuta che sia - genera sempre una grande angoscia; ecco perché tutto diventa insopportabile e perché sono fondamentali organizzazione, disponibilità umana ed efficienza professionale. La gente non capisce - non può e non vuole capire - perché dopo tre ore di attesa viene rimandata al giorno seguente, magari perché “non ci sono i medici per fare un’ecografia”; e non sa se è vero o se è una scusa per nascondere qualche disservizio interno agli occhi del cittadino. Il sabato pomeriggio e la domenica - per tutto il giorno! - il Pronto Soccorso ortopedico è chiuso e ciò fa ingolfare l’altro fino all’inverosimile. Spesso poi il Pronto Soccorso diventa il “rifugio” ultimo a cui fare ricorso quando le liste di attesa per una visita specialistica o un esame più approfondito sono inverosimilmente lunghi; oppure, come nel caso di tutta la nostra regione, quando la Guardia Medica è in sciopero ormai da diversi mesi e alle chiamate dei cittadini viene risposto di rivolgersi al medico del 118 e di “farsi portare al Pronto Soccorso”!
L’Ufficio Stampa di Livorno Libera
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